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Gran Premio d'Australia

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Disambiguazione – Se stai cercando la competizione motociclistica, vedi Gran Premio motociclistico d'Australia.
Gran Premio d'Australia
Altri nomi(EN) Australian Grand Prix
Sport
CategoriaFormula 1
FederazioneFIA
PaeseAustralia (bandiera) Australia
LuogoCircuito Albert Park
OrganizzatoreFédération Internationale de l’Automobile
CadenzaAnnuale
FormulaGran Premio di Formula 1
Storia
Fondazione1928; valevole per il mondiale di Formula 1 dal GP 1985
Numero edizioni89 (di cui 40 valevoli per il mondiale di Formula 1)
DetentoreRegno Unito (bandiera) George Russell
Ultima edizioneGP 2026

Il Gran Premio d'Australia è una gara automobilistica. Fa parte del campionato mondiale di Formula 1 dal 1985.

La storia del circuito

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Prima della seconda guerra mondiale

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Si hanno notizie di una prima edizione di un Gran Premio d'Australia già dal 1927, relativamente a una gara che si sarebbe tenuta nei pressi di Sydney. È, comunque, generalmente considerata come prima edizione la 100 Miles Road Race del 1928, tenuta sull'originale tracciato stradale di Phillip Island .[1] La prima edizione fu vinta da Arthur Waite con una vettura Austin, una 7. Il primo vero e proprio gran premio d'Australia si disputò l'anno seguente, sempre sullo stesso tracciato. In quelle prime edizioni partecipavano vetture tra le più disparate. La Bugatti comunque dominò quella prima fase pionieristica, imponendosi tra il 1929 e il 1932. L'ultima gara a Philip Island si tenne nel 1935.

Per tre anni il gran premio non venne disputato anche se nel 1937 fu tenuto un gran premio a Victor Harbor[2]. Nel 1938 riapparve la gara, che si tenne sul Circuito di Mount Panorama, nei pressi della città di Bathurst. L'edizione venne vinta dall'inglese Peter Whitehead, al volante di una B-Type dell'ERA[3]. L'anno seguente la gara venne tenuta su un circuito nei pressi di Lobethal, prima che la guerra interrompesse la manifestazione.

Dopo la seconda guerra mondiale

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Il Circuito di Mount Panorama tenne a battesimo la prima edizione dopo il conflitto nel 1947, iniziando così una rotazione tra i vari circuiti, decisa dal nuovo organismo costituito nel Paese per l'organizzazione degli sport motoristici, la CAMS.[4] I vari luoghi in cui la gara si tenne negli anni seguenti furono Point Cook, Leyburn, Nuriootpa e Narrogin. Si trattava di circuiti stradali oppure disegnati all'interno di aeroporti. Nel 1952 la manifestazione tornò a Mount Panorama. La vittoria fu appannaggio di Doug Whiteford con una Talbot-Lago di Formula 1. Altre vetture importate dall'Europa come le Maserati, le OSCA o le Cooper dimostrarono la poco concorrenzialità di quelle elaborate in Australia. La fine delle vetture nazionali era segnata, anche se vetture basate su delle Maybach, guidate da Stan Jones, furono ancora competitive per qualche edizione.

Lex Davison, che per anni aveva sperimentato l'uso di motori di vetture sport su vetture di Formula 2, ottenne la sua prima vittoria con una HWM di F2, motorizzata Jaguar nel 1954, mentre nel 1953 Whiteford aveva vinto il suo terzo, e ultimo, gran premio, tenuto per la prima volta nell'Albert Park Lake di Melbourne. Questa area ospita nuovamente dal 1996 il Gran Premio d'Australia, anche se su un percorso modificato.

Il GP tornò all'Albert Park nel 1956, l'anno delle Olimpiadi di Melbourne. In quella edizione si affacciarono piloti europei come Stirling Moss e case come la Maserati, che portò delle 250F e delle 300S. Proprio Moss si aggiudicò il gran premio davanti a Jean Behra.[5]

Formula Tasman

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La crescente fama di Jack Brabham e quella del neozelandese Bruce McLaren trasformarono la natura della gara. Brabham, che aveva vinto l'edizione 1955 con una vecchia vettura sport Cooper T40 Bristol[6], iniziò a testare l'evoluzione della sua vettura Cooper di F1 durante l'inverno, facendo così iniziare un flusso di vetture di questo costruttore verso l'Australia e la Nuova Zelanda. Questo, assieme all'arrivo di molte vetture Lotus e la nascita della casa costruttrice dello stesso Brabham, fecero, in pratica, sparire le vetture di costruzione australiana. Quando la cilindrata dei motori montati sulle vetture di Formula 1 fu limitata a 1.500 cm³, le vetture australiane, dotate di un motore da 2.500 cm³, divennero incredibilmente attraenti per piloti e costruttori europei. Nacque così la Formula Tasman.

I migliori piloti di F1, durante l'inverno, si trasferivano in Oceania per competere in una serie in cui il Gran Premio d'Australia e quello di Nuova Zelanda rappresentavano le gare più prestigiose. Questo fenomeno si verificò dal 1963 al 1969. La popolarità acquistata da questa serie spinse la Federazione a riaumentare la potenza dei motori della F1 (il "ritorno alla potenza" del 1966).

Lo sviluppo dei motori Repco diede a Brabham anche la possibilità di essere molto competitivo con le sue vetture nel campionato di F1, che vinse nel 1966, e in cui giunse secondo nel 1967.

Molti dei migliori piloti dell'epoca parteciparono al Gran Premio tra cui: Jim Clark, John Surtees, Timmy Mayer, Phil Hill, Jackie Stewart, Graham Hill, Jochen Rindt, Pedro Rodríguez, Piers Courage; così come scuderie quali Cooper, Lotus, Lola, BRM, così come vetture a 4 ruote motrici come la Ferguson P99. Anche la Scuderia Ferrari si cimentò nel campionato che propose anche molti validi corridori locali quali Brabham, McLaren, Denny Hulme, Chris Amon, Frank Gardner, Frank Matich, Leo Geoghegan e Kevin Bartlett. Brabham vinse il gp tre volte, McLaren due. Il trionfo di Clark in Australia fu, in pratica, la sua ultima importante vittoria. Lo scozzese s'impose nell'edizione 1968, davanti a Chris Amon, sul Circuito di Sandown. Graham Hill vinse nel 1966 mentre Amon si aggiudicò l'ultima gara della Tasman con vetture di F1, nel 1969 con una Ferrari, davanti al suo compagno di scuderia, Derek Bell, in una gara tenuta a Lakeside.

Col termine del decennio venne meno l'interesse dei costruttori europei a partecipare al campionato. Inizialmente si decise di adottare per le vetture di F. Tasman una motorizzazione di 2.000 cm³ prima di passare a vetture di Formula 5000.[7]

Nel 1976 la Tasman vide una scissione tra il campionato corso in Australia e quello disputato in Nuova Zelanda. Il GP d'Australia si separò dalle altre gare e divenne una manifestazione a sé stante.

In questo periodo vari piloti della vecchia Tasman quali Matich, Geoghegan e Bartlett si trovarono a competere con piloti più giovani quali Garrie Cooper (della Elfin) e Graham McRae (che sviluppavano proprie vetture) assieme ad altri quali Max Stewart, John McCormack e Alfredo Costanzo che usavano invece vetture europee, per lo più Lola. Matich si impose due volte prima delle vittorie di Stewart e McRae. Alla fine degli anni settanta la gara accolse anche piloti australiani ormai divenuti affermati piloti in F1, come Alan Jones, Larry Perkins e Warwick Brown che vinse nel 1977. Il pilota di vetture sport John Goss fu capace di segnare un'interessante doppietta, aggiudicandosi gran premio nel 1976 e Bathurst 1000 nel 1974.

La crescente importanza del campionato locale del Gruppo C, riservato a vetture turismo, fecero perdere interesse alla F5000. Nel 1980, tuttavia, si tenne un'edizione particolare del GP che vide la vittoria del campione del mondo di F1, l'australiano Alan Jones. La gara, tenuta sul Circuito di Calder Park vide alla partenza, oltre alle solite vetture di F5000 e Formula Pacific, anche due vetture di F1, tra cui proprio quella guidata da Jones, una Williams FW07, e un'Alfa Romeo, guidata da Bruno Giacomelli.[8][9]

I successivi quattro gran premi (tutti svolti sempre a Calder Park) videro l'utilizzo di vetture della Formula Pacific (ridenominate poi F.Mondial)[10] anche se videro alla partenza alcuni piloti di F1. Il brasiliano Roberto Moreno dominò questo periodo con ben tre vittorie. L'unico a spezzare questo filotto fu, nel 1982, Alain Prost. Il tentativo però di portare il mondiale di F1 a Calder Park non andò mai in porto.[11]

Solo dal 1985 la manifestazione fu inserita nel calendario del Campionato del Mondo di Formula 1. Da allora e fino al 1995 fu il tracciato cittadino di Adelaide a essere sede del Gran Premio, collocandosi come gara di chiusura della stagione: la prima edizione vide vincitore Keke Rosberg su Williams. Due volte il Gran Premio d'Australia fu decisivo per l'assegnazione del titolo: nel 1986 Nigel Mansell, in testa al campionato alla vigilia, dechappò uno pneumatico, nel corso della gara, e fu costretto al ritiro, dando via libera ad Alain Prost che andava a vincere e si laureava campione del mondo per la seconda volta. Nel 1994, invece, i due contendenti, Michael Schumacher e Damon Hill entrarono in collisione nel corso del Gp, ritirandosi entrambi: il titolo andò al tedesco della Benetton, in testa alla classifica prima di quell'ultima gara. Si ricordano anche le edizioni 1989 e 1991, corse sotto due autentici diluvi, ai limiti delle condizioni di sicurezza e che videro le vittorie di Thierry Boutsen e Ayrton Senna. Addirittura quella del 1991 fu interrotta dopo appena 14 giri, proprio a causa delle avverse condizioni meteorologiche. Nell'edizione 1993 storica ultima vittoria di Ayrton Senna in carriera.

Tuttavia, l'ex pilota Bob Jane voleva che un Gran Premio si svolgesse a Melbourne. Ha quindi costruito un enorme thunderdome, creando poi l'AUSCAR, l'equivalente dalla NASCAR per l'Australia. Questo desiderio non fu vano. Malgrado l'estrema popolarità della corsa di Adelaide che chiudeva la stagione, le pressioni dalla comunità sportiva di Melbourne si facevano sempre più forti, e quando nel 1992 Jeff Kennett venne eletto governatore dello stato del Victoria, la sua prima mossa fu quella di migliorare il circuito di Melbourne per portare lì il locale Gran Premio di Formula 1.

Nel 1993 venne raggiunto un accordo con la FIA, ma il contratto con Adelaide scadeva nel 1996, così Kennett ottenne il tempo sufficiente per prepararsi all'esordio. Nonostante le dure proteste degli ambientalisti, venne costruito un tracciato all'interno dell'Albert Park di Melbourne, parte del quale venne chiuso al traffico, e nel 1996 la città ebbe la sua prima gara mondiale, divenendo anche la gara di apertura di ogni nuova stagione.

Dal 2009, la partenza della gara è stata posticipata alle 17:00 al fine di venire incontro alle richieste di Bernie Ecclestone per un orario più "comodo", rispetto alle esigenze del pubblico europeo. Nel 2010 il governo dello stato di Victoria annunciò che il circuito di Melbourne avrebbe ospitato il gran premio almeno fino al 2015.[12]

Nelle stagioni 2006 e 2010 la gara è stata spostata dal suo tradizionale ruolo di apertura del campionato per non sovrapporsi ai Giochi del Commonwealth che si sono svolti pure a Melbourne. È tornata primo appuntamento della stagione nel 2007 e nel 2011 a causa dell'instabilità politica del Bahrein, nel quale si sarebbe dovuto aprire il mondiale, per poi rimanerci fino al 2019. Nella stagione 2020 il Gran Premio è stato annullato a causa della pandemia di COVID-19, dopo che un meccanico della McLaren è risultato positivo al SARS-CoV-2 a poche ore dalla prima sessione di prove libere.[13] Nella stagione seguente il Gran Premio, in un primo momento posto come prova inaugurale del campionato mondiale, viene posticipato al 21 novembre a causa della pandemia, diventando così la ventunesima prova del mondiale.[14] Tuttavia, il 6 luglio viene ufficialmente annullato dopo le decisioni prese dal governo per via delle problematiche dettate dalla pandemia. Con l'annullamento del Gran Premio, vengono anche posticipate le modifiche al layout del tracciato, al fine di favorire i sorpassi.[15]

L'edizione del 2023 rappresentò il primo Gran Premio nella storia della Formula 1 caratterizzato da tre esposizioni della bandiera rossa in gara a seguito di vari incidenti.[16] L'edizione del 2026 ha stabilito un record di 483 934 spettatori durante il weekend di gara a Melbourne,[17] battendo il record precedente di 465 498 spettatori registrato nell'edizione del 2025.[18] È anche il quarto dato più alto della storia della Formula 1, dietro all'edizione del 1995, corsa ad Adelaide, con 520 000 spettatori, e alle edizioni 2025 e 2026 del Gran Premio di Gran Bretagna, rispettivamente con 500 000 e 564 000.[19][20]

Le denominazioni ufficiali

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National Panasonic Australian Grand Prix 1981–1983
Dunlop Tyres Australian Grand Prix 1984
Mitsubishi Australian Grand Prix 1985
Foster's Australian Grand Prix 1986–1993, 2002–2006
EDS Australian Grand Prix 1995
Transurban Australian Grand Prix 1996
Qantas Australian Grand Prix 1997–2001, 2010–2011
ING Australian Grand Prix 2007–2009
Rolex Australian Grand Prix 2013–2019, 2023–2024
Heineken Australian Grand Prix 2022
Louis Vuitton Australian Grand Prix 2025
Qatar Airways Australian Grand Prix 2026

Le edizioni indicate con sfondo rosa non appartenevano ad alcun campionato.

Anno Circuito Pilota Vettura Resoconto
1928[21] Phillip IslandAustralia (bandiera) Arthur WaiteRegno Unito (bandiera) AustinResoconto
1929 Phillip IslandAustralia (bandiera) Arthur TerdichFrancia (bandiera) BugattiResoconto
1930 Phillip IslandAustralia (bandiera) Bill ThompsonFrancia (bandiera) BugattiResoconto
1931 Phillip IslandAustralia (bandiera) Carl JunkerFrancia (bandiera) BugattiResoconto
1932 Phillip IslandAustralia (bandiera) Bill ThompsonFrancia (bandiera) BugattiResoconto
1933 Phillip IslandAustralia (bandiera) Bill ThompsonRegno Unito (bandiera) RileyResoconto
1934 Phillip IslandAustralia (bandiera) Bob Lea-WrightRegno Unito (bandiera) SingerResoconto
1935 Phillip IslandAustralia (bandiera) Les MurphyRegno Unito (bandiera) MGResoconto
1936 Non disputato
1937[22] Victor HarborAustralia (bandiera) Les MurphyRegno Unito (bandiera) MGResoconto
1938 Mount PanoramaRegno Unito (bandiera) Peter WhiteheadRegno Unito (bandiera) ERAResoconto
1939 LobethalAustralia (bandiera) Alan TomlinsonRegno Unito (bandiera) MGResoconto
1940
-
1946
Non disputato
1947 Mount PanoramaAustralia (bandiera) Bill MurrayRegno Unito (bandiera) MGResoconto
1948 Point CookNuova Zelanda (bandiera) Franck PrattGermania (bandiera) BMWResoconto
1949 LeyburnAustralia (bandiera) John CrouchFrancia (bandiera) DelahayeResoconto
1950 NuriootpaAustralia (bandiera) Doug WhitefordStati Uniti (bandiera) FordResoconto
1951 NarroginAustralia (bandiera) Warwick PratleyAustralia (bandiera) George Reed Special-FordResoconto
1952 Mount PanoramaAustralia (bandiera) Doug WhitefordFrancia (bandiera) Talbot-LagoResoconto
1953 Albert ParkAustralia (bandiera) Doug WhitefordFrancia (bandiera) Talbot-LagoResoconto
1954 SouthportAustralia (bandiera) Lex DavisonRegno Unito (bandiera) HWM-JaguarResoconto
1955 Port WakefiledAustralia (bandiera) Jack BrabhamRegno Unito (bandiera) Cooper-BristolResoconto
1956 Albert ParkRegno Unito (bandiera) Stirling MossItalia (bandiera) MaseratiResoconto
1957 CavershamAustralia (bandiera) Lex Davison
Australia (bandiera) Bill Patterson
Italia (bandiera) FerrariResoconto
1958 Mount PanoramaAustralia (bandiera) Lex DavisonItalia (bandiera) FerrariResoconto
1959 LongfordAustralia (bandiera) Stan JonesItalia (bandiera) MaseratiResoconto
1960 LowoodAustralia (bandiera) Alec MildrenRegno Unito (bandiera) Cooper-MaseratiResoconto
1961 MallalaAustralia (bandiera) Lex DavisonRegno Unito (bandiera) Cooper-ClimaxResoconto
1962 CavershamNuova Zelanda (bandiera) Bruce McLarenRegno Unito (bandiera) Cooper-ClimaxResoconto
1963 Warwick FarmAustralia (bandiera) Jack BrabhamRegno Unito (bandiera) Brabham-ClimaxResoconto
1964 SandownAustralia (bandiera) Jack BrabhamRegno Unito (bandiera) Brabham-ClimaxResoconto
1965 LongfordNuova Zelanda (bandiera) Bruce McLarenRegno Unito (bandiera) Cooper-ClimaxResoconto
1966 LakesideRegno Unito (bandiera) Graham HillRegno Unito (bandiera) BRMResoconto
1967 Warwick FarmRegno Unito (bandiera) Jackie StewartRegno Unito (bandiera) BRMResoconto
1968 SandownRegno Unito (bandiera) Jim ClarkRegno Unito (bandiera) Lotus-CosworthResoconto
1969 LakesideNuova Zelanda (bandiera) Chris AmonItalia (bandiera) FerrariResoconto
1970 Warwick FarmAustralia (bandiera) Frank MatichRegno Unito (bandiera) McLaren-HoldenResoconto
1971 Warwick FarmAustralia (bandiera) Frank MatichAustralia (bandiera) Matich-HoldenResoconto
1972 SandownNuova Zelanda (bandiera) Graham McRaeRegno Unito (bandiera) Leda-ChevroletResoconto
1973 SandownNuova Zelanda (bandiera) Graham McRaeNuova Zelanda (bandiera) Mc Rae-ChevroletResoconto
1974 Oran ParkAustralia (bandiera) Max StewartRegno Unito (bandiera) Lola-ChevroletResoconto
1975 Surfers ParadiseAustralia (bandiera) Max StewartRegno Unito (bandiera) Lola-ChevroletResoconto
1976 SandownAustralia (bandiera) John GossAustralia (bandiera) Matich-HoldenResoconto
1977 Oran ParkAustralia (bandiera) Warwick BrownRegno Unito (bandiera) Lola-ChevroletResoconto
1978 SandownNuova Zelanda (bandiera) Graham McRaeNuova Zelanda (bandiera) Mc Rae-ChevroletResoconto
1979 WannerooNuova Zelanda (bandiera) Jonnie WalkerRegno Unito (bandiera) Lola-ChevroletResoconto
1980 Calder ParkNuova Zelanda (bandiera) Alan JonesRegno Unito (bandiera) Williams-CosworthResoconto
1981 Calder ParkBrasile (bandiera) Roberto MorenoRegno Unito (bandiera) Ralt-CosworthResoconto
1982 Calder ParkFrancia (bandiera) Alain ProstRegno Unito (bandiera) Ralt-CosworthResoconto
1983 Calder ParkBrasile (bandiera) Roberto MorenoRegno Unito (bandiera) Ralt-CosworthResoconto
1984 Calder ParkBrasile (bandiera) Roberto MorenoRegno Unito (bandiera) Ralt-CosworthResoconto
1985 AdelaideFinlandia (bandiera) Keke RosbergRegno Unito (bandiera) Williams-HondaResoconto
1986 AdelaideFrancia (bandiera) Alain ProstRegno Unito (bandiera) McLaren-TAG PorscheResoconto
1987 AdelaideAustria (bandiera) Gerhard BergerItalia (bandiera) FerrariResoconto
1988 AdelaideFrancia (bandiera) Alain ProstRegno Unito (bandiera) McLaren-HondaResoconto
1989 AdelaideBelgio (bandiera) Thierry BoutsenRegno Unito (bandiera) Williams-RenaultResoconto
1990 AdelaideBrasile (bandiera) Nelson PiquetRegno Unito (bandiera) Benetton-Ford CosworthResoconto
1991 AdelaideBrasile (bandiera) Ayrton SennaRegno Unito (bandiera) McLaren-HondaResoconto
1992 AdelaideAustria (bandiera) Gerhard BergerRegno Unito (bandiera) McLaren-HondaResoconto
1993 AdelaideBrasile (bandiera) Ayrton SennaRegno Unito (bandiera) McLaren-Ford CosworthResoconto
1994 AdelaideRegno Unito (bandiera) Nigel MansellRegno Unito (bandiera) Williams-RenaultResoconto
1995 AdelaideRegno Unito (bandiera) Damon HillRegno Unito (bandiera) Williams-RenaultResoconto
1996 MelbourneRegno Unito (bandiera) Damon Hill Regno Unito (bandiera) Williams-RenaultResoconto
1997 MelbourneRegno Unito (bandiera) David CoulthardRegno Unito (bandiera) McLaren-MercedesResoconto
1998 MelbourneFinlandia (bandiera) Mika HäkkinenRegno Unito (bandiera) McLaren-MercedesResoconto
1999 MelbourneRegno Unito (bandiera) Eddie IrvineItalia (bandiera) FerrariResoconto
2000 MelbourneGermania (bandiera) Michael SchumacherItalia (bandiera) FerrariResoconto
2001 MelbourneGermania (bandiera) Michael SchumacherItalia (bandiera) FerrariResoconto
2002 MelbourneGermania (bandiera) Michael SchumacherItalia (bandiera) FerrariResoconto
2003 MelbourneRegno Unito (bandiera) David CoulthardRegno Unito (bandiera) McLaren-MercedesResoconto
2004 MelbourneGermania (bandiera) Michael SchumacherItalia (bandiera) FerrariResoconto
2005 MelbourneItalia (bandiera) Giancarlo Fisichella Francia (bandiera) RenaultResoconto
2006 MelbourneSpagna (bandiera) Fernando Alonso Francia (bandiera) RenaultResoconto
2007 MelbourneFinlandia (bandiera) Kimi Räikkönen Italia (bandiera) FerrariResoconto
2008 MelbourneRegno Unito (bandiera) Lewis Hamilton Regno Unito (bandiera) McLaren-MercedesResoconto
2009 MelbourneRegno Unito (bandiera) Jenson Button Regno Unito (bandiera) Brawn-MercedesResoconto
2010 MelbourneRegno Unito (bandiera) Jenson Button Regno Unito (bandiera) McLaren-MercedesResoconto
2011 MelbourneGermania (bandiera) Sebastian VettelAustria (bandiera) Red Bull-RenaultResoconto
2012 MelbourneRegno Unito (bandiera) Jenson ButtonRegno Unito (bandiera) McLaren-MercedesResoconto
2013 MelbourneFinlandia (bandiera) Kimi RäikkönenRegno Unito (bandiera) Lotus-RenaultResoconto
2014 MelbourneGermania (bandiera) Nico RosbergGermania (bandiera) MercedesResoconto
2015 MelbourneRegno Unito (bandiera) Lewis HamiltonGermania (bandiera) MercedesResoconto
2016 MelbourneGermania (bandiera) Nico RosbergGermania (bandiera) MercedesResoconto
2017 MelbourneGermania (bandiera) Sebastian VettelItalia (bandiera) FerrariResoconto
2018 MelbourneGermania (bandiera) Sebastian VettelItalia (bandiera) FerrariResoconto
2019 MelbourneFinlandia (bandiera) Valtteri BottasGermania (bandiera) MercedesResoconto
2020 Annullato Resoconto
2021 Non disputato
2022 MelbourneMonaco (bandiera) Charles Leclerc Italia (bandiera) FerrariResoconto
2023 MelbournePaesi Bassi (bandiera) Max Verstappen Austria (bandiera) Red Bull-Honda RBPTResoconto
2024 MelbourneSpagna (bandiera) Carlos Sainz Jr. Italia (bandiera) FerrariResoconto
2025 MelbourneRegno Unito (bandiera) Lando NorrisRegno Unito (bandiera) McLaren-MercedesResoconto
2026 MelbourneRegno Unito (bandiera) George RussellGermania (bandiera) MercedesResoconto

Le statistiche si riferiscono alle sole edizioni valide per il campionato del mondo di Formula 1 e sono aggiornate al Gran Premio d'Australia 2026.

Vittorie per costruttore

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Pos. Costruttore Vittorie
1 Regno Unito (bandiera) McLaren 12
2 Italia (bandiera) Ferrari 11
3 Regno Unito (bandiera) Williams 5
= Germania (bandiera) Mercedes 5
5 Francia (bandiera) Renault 2
= Austria (bandiera) Red Bull 2
7 Regno Unito (bandiera) Benetton 1
= Regno Unito (bandiera) Brawn 1
= Regno Unito (bandiera) Lotus 1

Vittorie per motore

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Pos. Motore Vittorie
1 Germania (bandiera) Mercedes 13
2 Italia (bandiera) Ferrari 11
3 Francia (bandiera) Renault 8
4 Giappone (bandiera) Honda 4
5 Stati Uniti (bandiera) Ford-Cosworth 2
6 Germania (bandiera) TAG Porsche 1
= Giappone (bandiera) Honda RBPT 1

Pole position per costruttore

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Pos. Costruttore Pole
1 Regno Unito (bandiera) McLaren 11
2 Italia (bandiera) Ferrari 7
= Germania (bandiera) Mercedes 7
4 Germania (bandiera) Williams 6
5 Austria (bandiera) Red Bull 5
6 Regno Unito (bandiera) Lotus 1
= Francia (bandiera) Renault 1
= Giappone (bandiera) Honda 1
= Regno Unito (bandiera) Brawn 1

Pole position per motore

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Pos. Motore Pole
1 Germania (bandiera) Mercedes 14
2 Francia (bandiera) Renault 10
3 Italia (bandiera) Ferrari 7
4 Giappone (bandiera) Honda 6
5 Giappone (bandiera) Honda RBPT 2
6 Stati Uniti (bandiera) Ford-Cosworth 1

Podi per costruttore

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Pos. Costruttore Podi[25]
1 Italia (bandiera) Ferrari 29
2 Regno Unito (bandiera) McLaren 28
3 Regno Unito (bandiera) Williams 17
4 Germania (bandiera) Mercedes 15
5 Austria (bandiera) Red Bull 7
6 Francia (bandiera) Renault 6
7 Regno Unito (bandiera) Benetton 5
8 Francia (bandiera) Ligier 3
9 Regno Unito (bandiera) Lotus 2
= Giappone (bandiera) Toyota 2
= Regno Unito (bandiera) Brawn 2

Podi per motore

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Pos. Motore Podi
1 Germania (bandiera) Mercedes 38
2 Italia (bandiera) Ferrari 29
3 Francia (bandiera) Renault 21
4 Giappone (bandiera) Honda 9
5 Stati Uniti (bandiera) Ford-Cosworth 6
6 Germania (bandiera) BMW 4
7 Giappone (bandiera) Toyota 3
8 Giappone (bandiera) Mugen Honda 2
= Giappone (bandiera) Honda RBPT 2
10 Germania (bandiera) TAG Porsche 1
= Francia (bandiera) Peugeot 1
= Regno Unito (bandiera) Hart 1
= Francia (bandiera) Mecachrome 1
= Francia (bandiera) Supertec 1
= Austria (bandiera) RBPT 1

Punti per costruttore

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Pos.[26] Costruttore Punti
1 Italia (bandiera) Ferrari 488,5
2 Regno Unito (bandiera) McLaren 400
3 Germania (bandiera) Mercedes 346
4 Austria (bandiera) Red Bull 253
5 Regno Unito (bandiera) Williams 199
6 Francia (bandiera) Renault 103
7 India (bandiera) Force India 49
8 Regno Unito (bandiera) Aston Martin 47
9 Regno Unito (bandiera) Benetton 45,5
10 Regno Unito (bandiera) Lotus 40

Punti per motore

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Pos.[26] Motore Punti
1 Germania (bandiera) Mercedes 846
2 Italia (bandiera) Ferrari 576,5
3 Francia (bandiera) Renault 361
4 Giappone (bandiera) Honda 81
5 Giappone (bandiera) Honda RBPT 71
6 Germania (bandiera) BMW 54
7 Stati Uniti (bandiera) Ford-Cosworth 52,5
8 Svizzera (bandiera) TAG Heuer 42
9 Giappone (bandiera) Toyota 33
10 Austria (bandiera) RBPT 20
  1. Ray Bell, 1928, in Graham Howard (a cura di), The Official 50-race history of the Australian Grand Prix, Gordon, NSW, R & T Publishing, 1986, p. 14, ISBN 0-9588464-0-5.
  2. John Medley, 1937, in Graham Howard (a cura di), The Official 50-race history of the Australian Grand Prix, Gordon, NSW, R & T Publishing, 1986, p. 82, ISBN 0-9588464-0-5.
  3. John Medley, 1937, in Graham Howard (a cura di), The Official 50-race history of the Australian Grand Prix, Gordon, NSW, R & T Publishing, 1986, pp. 92, 102, ISBN 0-9588464-0-5.
  4. Graham Howard, 1948, in The Official 50-race history of the Australian Grand Prix, Gordon, NSW, R & T Publishing, 1986, p. 126, ISBN 0-9588464-0-5.
  5. Graham Howard, 1956, in The Official 50-race history of the Australian Grand Prix, Gordon, NSW, R & T Publishing, 1986, pp. 218-226, ISBN 0-9588464-0-5.
  6. Graham Howard, 1955, in The Official 50-race history of the Australian Grand Prix, Gordon, NSW, R & T Publishing, 1986, p. 206, ISBN 0-9588464-0-5.
  7. Stewart Wilson, 1970, in Graham Howard (a cura di), The Official 50-race history of the Australian Grand Prix, Gordon, NSW, R & T Publishing, 1986, pp. 346-348, ISBN 0-9588464-0-5.
  8. Stewart Wilson, 1980, in Graham Howard (a cura di), The Official 50-race history of the Australian Grand Prix, Gordon, NSW, R & T Publishing, 1986, pp. 436-444, ISBN 0-9588464-0-5.
  9. A Jones anche la corsa di casa-Giacomelli secondo, Pironi terzo, in Stampa Sera, 17 novembre 1980, p. 17.
  10. Stewart Wilson, 1983, in Graham Howard (a cura di), The Official 50-race history of the Australian Grand Prix, Gordon, NSW, R & T Publishing, 1986, p. 466, ISBN 0-9588464-0-5.
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  21. Ufficialmente 100 Miles Road Race.
  22. Ufficialmente South Australian Centenary Grand Prix.
  23. Minimo 2 vittorie.
  24. Minimo 4 podi.
  25. Minimo 2 podi
  26. 1 2 3 Prime 10 posizioni.

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Gran Premio d'Australia
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