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Storia del Belgio

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Questa voce tratta la storia dello stato europeo del Belgio.

Indice

[modifica] Cronologia storica

  • 1567: Inizio delle rivolte nazionalistiche contro gli Spagnoli, motivate dalle lotte interne fra protestanti e cattolici.
  • 1945: Leopoldo III è costretto all'esilio dall'ostilità dei sudditi (rientrerà in patria nel 1950).
  • 1946 - 1949: Il presidente del consiglio Paul-Henri Spaak, socialdemocratico, dà un forte contributo alla creazione delle istituzioni comunitarie europee.
  • 1980: Approvata una legge che accorda poteri autonomi alle Fiandre, alla Vallonia e alla regione di Bruxelles.
  • 1993: Trasformazione del Belgio in stato federale (febbraio). Muore Baldovino, gli succede il fratello Alberto II (agosto).

[modifica] Prima dell'indipendenza

I primi segni dell'attività dell'età del Bronzo in Belgio datano attorno al 1750 a.C. Dal 500 a.C. alcune tribù celtiche si insediarono nella regione e iniziarono a commerciare con il mondo mediterraneo. Dal 150 a.C. iniziarono ad essere usate le prime monete. I primi abitanti della zona furono i belgae, i quali occupavano una vasta area dell'Europa celtica. L'arrivo delle prime tribù germaniche nella regione viene citata nel De bello Gallico di Caio Giulio Cesare.

Nel 51 a.C. il Belgio venne conquistato dalle legioni di Giulio Cesare, entrando a far parte dell'Impero Romano. Come provincia romana, la Gallia Belgica, il Belgio iniziò a prosperare. La Gallia Belgica era molto più estesa dell'attuale Belgio e comprendeva città come Nemetacum (Arras), Divodurum (Metz), Bagacum (Bavay), Aduatuca (Tongeren), Durocorturum (Reims). A nordest della Gallia Belgica, si trovava il territorio romano inquadrato nella Germania Inferior.

Dopo la caduta dell'Impero Romano, le tribù germaniche inizarono ad invadere le Gallie. UNo di questi popoli, i franchi, riuscirono a installare un nuovo regno sotto la dinastia dei Merovingi. Clodoveo I fu il re più conosciuto della dinastia merovingia, il quale aveva un dominio che comprendeva l'attuale Franci settentrionale e il Belgio. Clodoveo si convertì al cristianesimo. Molti letterati cristiani, la maggior parte dei quali monaci irlandesi, iniziarono a predicare il Vangelo dando avvio a un'ondata di conversioni. La dinastia merovingia durò relativamente poco e nell'Ottavo secolo venne sostituita dalla dinastia Carolingia. Dopo il contenimento dei Mori a Poitiers da parte di Carlo Martello (732), Carlo riuscì a mettere sotto il suo dominio gran parte dell'Europa cristiana e venendo incoronato, nel giorno di Natale dell'800, imperatore d'occidente da Papa Leone III. Nell'891 Arnolfo di Carinzia riuscì a sconfiggere i vichinghi nei pressi di Lovanio.

I territori del dominio franco vennero divisi e riuniti per diverse volte nel corso dell'Alto medioevo, ma alla fine furono divisi tra Regno di Francia e Sacro Romano Impero. Nel corso del Basso medioevo le parti della Contea delle Fiandre che si estendevano ad ovest dello Schelda passarono sotto il dominio del Regno di Francia, mentre il resto del territorio restò sotto il controllo, almeno nominale, del Sacro Romano Impero. Nel corso del tempo il Sacro Romano Impero perdette il controllo effettivo del territorio delll'attuale Belgio, così si formarono alcuni staterelli indipendenti tra loro tra cui la Contea delle Fiandre, il Marchesato di Namur, il Ducato di Brabante, la Contea di Hainaut, il Ducato di Limburg, il Lussemburgo e il Vescovato di Liegi. Tra l'Undicesimo e il Dodicesimo secolo fiorì nella regione l'arte mosana. Nel Due-Trecento molte città, tra cui Ypres, Anversa e Brugge riuscirono a ottenere l'indipendenza e iniziarono a prosperare. Nel 1302 ebbe luogo a Courtrai la Battaglia degli Speroni d'Oro che oppose il Re di Francia Filippo IV il Bello contro le milizie delle città fiamminghe ribellatesi al dominio del re francese.

Nel 1433 la maggior parte del territorio belga e lussemburghese, come pure quello dei Paesi Bassi, entrò a far parte del Ducato di Borgogna sotto il dominio di Filippo il Buono. Quando Maria di Borgogna si sposò con Massimiliano d'Asburgo, il Ducato di Borgogna entrò a far parte del domio asburgico; il loro figlio Filippo si sposò con Giovanna di Spagna, figlia a sua volta di Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia. Carlo, il nipote di Maria di Borgogna, ereditò una serie di domini.

Nel Quattro-Cinquecento, alcune città belghe, come Anversa, Bruxelles, Ypres, Bruges e Gent diventarono tra le città più prospere d'Europa.

Con la Prammatica sanzione del 1549, emanata da Carlo V, le diciassette province dei Paesi Bassi venivano riconosciute come entità separate dal Regno di Francia e dal Sacro Romano Impero. Verso la metà del Cinquecento le province settentrionali dei Paesi Bassi diventarono di religione protestante, mentre quelle meridionali restarono di fede cattolica. Nel 1555 a Bruxelles Carlo V abdicò in favore del figlio Filippo. Dopo l'ascesa al trono di Filippo II, il re spagnolo tentò di estirpare la religione protestante nei Paesi Bassi, dando così inizio alla Guerra degli Ottanta anni. Con la caduta di Anversa del 1585 la Spagna riuscì a reimpossessarsi delle province meridionali. Nel 1581 le province settentrionali pronunciarono l'Atto di abiura. Con la Pace di Vestfalia la Spagna riconobbe l'indipendenza delle Province Unite, ma riuscì a conservare il possesso sulle province meridionali, che corrispondevano all'attuale Belgio. Anversa nel Seicento restò una delle maggiori città commerciali d'Europa.

Dopo il Trattato di Utrecht del 1713, gli attuali territori del Belgio e del Lussemburgo, eccettuato il Vescovato di Liegi, passarono sotto il dominio degli Asburgo d'Austria.

Con lo scoppio della Rivoluzione francese nel 1789 i Paesi Bassi austriachi dichiararo la loro indipendenza, ma vennero rioccupati l'anno successivo dalle truppe asburgiche. Le truppe della Francia rivoluzionaria invasero i Paesi Bassi austraici nel 1795. Furono riorganizzati in dipartimenti sul modello francese e integrati alla Francia. Venne sciolto anche il Vescovado di Liegi. Con il Trattato di Campoformido del 1797 l'Austria confermò la cessione dei Paesi Bassi meridionali.

Fino all'instaurazione del consolato nel 1799 i cattolici venivano perseguitati dai francesi. L'Università di Lovanio venne chiusa nel 1797, i sacerdoti venivano considerati come criminali e le chiese venivano saccheggiate. Durante l'iniziale dominazione francese l'economia belga si trovava paralizzata; fu proibito esportare dal porto di Anversa, dovevano essere pagate pesanti tasse in moneta d'oro e d'argento, mentre la merce francese doveva essere pagata con gli assignats. Durante questo periodo circa 800.000 belgi fuggirono dai Paesi Bassi meridionali. L'occupazione francese portò a un'ulteriore soppressione della lingua olandese, compresa la sua abolizione come lingua amministrativa. Con il motto "una nazione, una lingua" il francese divenne l'unica lingua accettata nella vita pubblica, negli affari. Le successive misure del governo francese, tra cui la coscrizione obbligatoria nell'esercito francese, fu molto impopolare, in particolare presso la popolazione fiamminga, causando lo scoppio della Guerra dei contadini.

La dominazione francese durò fino al 1814. Proprio in Belgio, a Waterloo, ebbe luogo l'ultima campagna di Napoleone Bonaparte prima di venire esiliato nell'Isola di Sant'Elena. Dopo la sconfitta di Bonapaarte le maggiori potenze dell'epoca si accordarono al Congresso di Vienna di riunire gli antichi Paesi Bassi austriaci con l'ex repubblica delle Province Unite, creando il Regno Unito dei Paesi Bassi, il quale serviva da stato cuscinetto a un'eventuale invasione francese. Il regno venne dato a un re protestante, Guglielmo d'Orange. Il vescovado di Liegi venne definitivamente sciolto, entrando a far parte del Regno dei Paesi Bassi.

[modifica] Indipendenza

Nell'agosto del 1830 scoppiò la rivoluzione. Aiutato dalle forze armate francesi, ma anche grazie al tacito appoggio della Gran Bretagna, il Belgio si trovò a lottare per la sua indipendenza contro gli olandesi. Le forze politiche che promossero l'indipendenza belga furono la Chiesa cattolica e i pensatori liberali. Sebbene la rivoluzione fosse iniziata con alcune rivendicazioni al Re dei Paesi Bassi, ben presto degenerò in lotta armata. Le potenze europee temevano che il Belgio potesse diventare una repubblica oppure venisse annesso dalla Francia, così intervennero e trovarono in Leopoldo della Casa Sassonia-Coburgo la soluzione del problema. Il nuovo re si insediò nel luglio 1831. I Paesi Bassi lottarono ancora per almeno otto anni, ma alla fine riconobbero l'indipendenza belga con un trattato firmato nel 1839. Il Belgio diventò una monarchia costituzionale, ma con un suffragio molto ristretto che copriva soltanto l'1% della popolazione totale.

[modifica] Dall'indipendenza alla Prima Guerra mondiale

Uno dei problemi maggiori per il nuovo regno fu, fin dall'inizio, la questione linguistica. Il francese divenne lingua ufficiale del Belgio già dal 1830. La vita culturale del Belgio ottocentesco fu fortemente influenzata da quella francese. In risposta a questo fenomeno ci fu un crescente spirito di nazionalismo tra la popolazione fiamminga. L'obiettivo della parità linguista fu raggiunto soltanto negli venti e trenta del Novecento. Bruxelles divenne bilingue. La cultura vallone, dopo un lungo periodo di ristagno visse, a partire dalla fine dell'Ottocento una forte rinascita. Alcuni scrittori francofoni del Belgio di frama internazionale furono Maurice Maeterlinck, Michel de Ghelderode e Henri Michaux. L'Ispettore Maigret, personaggio di finzione, fu la creazione del belga Georges Simenon. Émile Verhaeren fu uno dei fondatori del simbolismo. James Ensor fu un influente pittore espressionista. Anche i pittori surrealisti Paul Delvaux e René Magritte ebbero molte acclamazioni a livello internazionale. La cultura fiamminga non raggiunse mai tali livelli.

Nella Conferenza di Berlino del 1884-85 venne attribuita a Leopoldo II del Belgio la regione africana del Congo, chiamandola come Stato libero del Congo (poi conosciuta come Congo belga). Il Congo fu una sorta di possedimento personale di re Leopoldo, il quale fece installare diversi empori commerciali lungo il fiume Congo. Nel 1908 la sovranità del congo venne trasferita al Regno del Belgio dopo una serie di considerevoli pressioni a seguito di numerose segnalazioni di abusi perpetrati alla popolazione indigena.

[modifica] Tra la Prima e la Seconda guerra mondiale

Subito dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale, l'Impero tedesco invase il Belgio per poter conquistare facilmente Parigi. L'esercito belga, seppur nettamente inferiore, riuscì a tenere testa a quello tedesco per circa un mese, permettendo gli alleati franco-britannici di riorganizzarsi e preparare la controffensiva della Marna. L'avanzata tedesca venne fermata ad Yser. Re alberto I restò in Belgio, mentre il governo si rifugiò a Le Havre in Francia. Le Fiandre videro alcune tra le più grandi perdite di vite umane di tutto il conflitto tra cui le due battaglie di Ypres. I papaveri che fiorivano nei campi di battaglia, divennero il simbolo della vita umana persa in battaglia. Il sentimento di identità fiammingo crebbe proprio in occasione di questi eventi. Le autorità tedesche intrapresero diverse misure per attirarsi le simpatie fiamminghe.

Dopo quattro anni di guerra, il Belgio fu reso in macerie. Il re ritornò da Yser, il frammento di territorio che riusciva a controllare durante la guerra, acclamato dalla popolazione. Il governo invece rientrò in modo più silenzioso. Dopo la liberazione del novembre 1918 il Belgio venne percosso da un'ondata di violenze nei confronti di coloro che avevano collaborato con i tedeschi.

Dopo la guerra la Lega delle Nazioni assegnò al Belgio le ex colonie tedesche del Rwanda e del Burundi.

Dopo un periodo di alleanza con la Francia, negli anni trenta il Belgio tornò alla neutralità. Nel 1939 scoppiò la Seconda guerra mondiale; il governo belga annunciò la sua neutralità. L'invasione del Belgio da parte della Germania nazista, che faceva parte della più ampia battaglia di Francia, iniziò il 10 maggio 1940. Il Belgio venne sottomesso in sole due settimane. Il re si arrese e fu tenuto prigioniero dall'esercito occupante, mentre il governo andò in esilio, propugnando la causa degli Alleati. Il Belgio fu liberato dalle forze alleate negli ultimi mesi del 1944. Tra la fine del 1944 e il 1945 il Belgio fu teatro di aspre battaglie, tra cui l'offensiva delle Ardenne.

[modifica] Dopo la Seconda guerra mondiale

Dopo la Seconda guerra mondiale sorse una discussione riguardo alla condotta di Re Leopoldo III durante il conflitto che portò alla sua abdicazione nel 1951, in favore del figlio Baldovino. Beneficiando degli aiuti statunitensi (Piano Marshall) Il Belgio sperimentò, tra il 1945 e il 1975, un'impressionante crescita economica. Con la firma del Trattato di Roma nel 1957 il Belgio divenne uno dei membri fondatori della Ceca, l'embrione della futura Unione Europea. Nel 1960 il Belgio concesse l'indipendenza del Congo.

Negli anni sessanta iniziava la battaglia linguista da parte dei fiamminghi, i quali nel frattempo erano diventati la maggiornza della popolazione belga, culminata con una serie di atti amministrativi che riconoscevano i confini linguistici. Tra il 1970 e il 2001 il governo belga varò una serie di riforme che cambiarono profondamente l'assetto istituzionale dello stato: da stato unitario il Belgio si trasformò in stato federale.

Nel 1996 il Belgio fu scosso dall'arresto di Marc Dutroux, il quale accusato dell'assassinio di sei ragazzine. Questo caso dimostrò l'inefficenza del sistema giudiziario belga. Dutroux venne condannato all'ergastolo nel 2004,

Nel 2002 l'euro rimpiazzò, come moneta corrente, il franco belga. Nel 2003 il Belgio si oppose all'intervento statunitense in Iraq. Nello stesso anno il Belgio fu il primo stato al mondo a riconoscere i matrimoni di persone dello stesso sesso.

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