Multilinguismo
Il multilinguismo è la presenza, in una data area geografica, di diverse lingue. Il termine è spesso usato come sinonimo di plurilinguismo, che più propriamente si riferisce alla capacità degli abitanti di tale area geografica di esprimersi in diverse lingue. In particolare si parla di bilinguismo per la capacità di esprimersi in due lingue. Questo secondo i concetti sviluppati dal Consiglio d'Europa (47 stati membri).[1]
Secondo l'accezione generale del termine si intende comunque per multilinguismo la capacità di una persona di comunicare, verbalmente o per iscritto, in più di due lingue.
Una persona che parla molte lingue è detta poliglotta, ma non c'è accordo su quante ne debba parlare per essere definita tale. È stato coniato il termine "iperpoliglotta" per una persona che parla almeno sei lingue, ma è assai raramente usato.
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[modifica] Famosi poliglotti
Alcune persone si sono distinte per la straordinaria abilità nell'apprendere un gran numero di lingue.
Tra le più note si possono citare:
- Pico della Mirandola (1463–1494)
- William Jones (1746-1794)
- Giuseppe Gasparo Mezzofanti (1774–1849)
- John Bowring (1792–1872)
- Hans Conon von der Gabelentz (1807–1874)
- Richard Francis Burton (1821 - 1890)
- Harold Williams (1876–1928)
- Emil Krebs (1867–1930)
- William James Sidis (1898-1944)
- Mario Pei (1901–1978)
- Uku Masing (1909–1985)
- Kató Lomb (1909-2003)
- Kenneth Hale (1934–2001)
- Alexander Arguelles (n. 1964)
- Richard Simcott (n. 1973)
[modifica] Note
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