Pietro Marsich
Pietro Marsich (Venezia, 4 ottobre 1891[1] – Venezia, 6 settembre 1928) è stato un giornalista e squadrista italiano.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Figlio di Emilio Giuseppe e sua moglie Elvira Radaelli, Pietro Marsich si iscrisse ai Fasci Italiani di Combattimento immediatamente dopo la loro fondazione. L'avvocato veneziano nella sua storia politica fu sempre antiparlamentarista ed avverso alle istituzioni ed ai partiti e, per questo, non si candidò mai alle elezioni. Credette sempre in un movimento che, in difesa della nazione, mantenesse un'identità di lotta contro le istituzioni liberali, giudicate corrotte, e contro il socialismo. Trovò inizialmente l'appoggio di Dino Grandi e di Italo Balbo che però, davanti all'inasprirsi dello scontro interno al partito, preferirono intraprendere una linea più morbida.
Il tratto fondamentale del pensiero politico di Pietro Marsich è la sua battaglia per un Adriatico italiano, cruciale per lo sviluppo della nazione ed in particolare per Venezia, dove fonda e dirige il giornale Italia Nuova, che diverrà la voce ufficiale del fascismo lagunare. Ciò lo porta a schierarsi con D'Annunzio, che condivide con lui una ideologia romanticheggiante, poco incline alla realtà dei compromessi delle istituzioni e dei partiti.
Grazie alle sue spiccate abilità di oratore e scrittore e alla sua cultura, prende le redini del Fascio di Venezia: ad esso conferì una netta proiezione verso la questione delle terre irredente di Fiume e della Dalmazia, presentate come cruciali per il futuro della città di Venezia. Ciò soprattutto alla luce dell'occupazione di Fiume da parte dei legionari di Ronchi, guidati da Gabriele D'Annunzio. In quest'occasione Marsich si occupò del reclutamento e dei rifornimenti, intrattenendo una continua corrispondenza con il Vate. Con il Trattato di Rapallo ed il cosiddetto Natale di sangue, che scriverà la parola fine sull'esperienza fiumana e l'esperienza della Repubblica del Carnaro, venne a crearsi una frattura, che diverrà col tempo insanabile, fra Marsich e Mussolini e Volpi, accusati di aver dato il proprio assenso al trattato.
Entrato nel Comitato Centrale dei Fasci, in cui viene eletto rappresentante nazionale per Venezia, propugna un fascismo con caratteristiche "dannunziane", stimolando più volte un intervento del poeta stesso: Gabriele D'Annunzio però si dimostrò quasi rassegnato alla situazione nazionale, determinando la mancata diffusione della linea di Marsich al di fuori del territorio veneziano, dove regna incontrastato. Nel periodo che va dal 1919 al 1924 Marsich non prende quasi mai parte attiva agli scontri con gli altri movimenti, anche se partecipa alle spedizioni nel sestiere di Castello, allora roccaforte rossa, coordinandone l'azione.
Nel luglio 1922, con la fondazione del Partito Nazionale Fascista (PNF) e la trasformazione del fascismo da movimento a partito, venne a crearsi un'altra frattura fra Marsich ed il Duce, che lo porterà a chiudere la propria esperienza politica già prima della Marcia su Roma.
L'intransigenza di Marsich portò invece il Fascio veneziano all'espulsione dal Partito Fascista, sancendo la fine della carriera politica dell'avvocato che, comunque, scelse di non contrastare mai dall'esterno il fascismo.
Dal 1922 in poi si dedicò quindi completamente alla propria attività professionale di legale e di esperto di giurisprudenza con la pubblicazione di studi ed articoli.
Nel 1928, a causa di un attacco di asma, perse la vita. Nonostante la sua levatura politica, per la sua scomodità per il fascismo ai suoi funerali non partecipò nessun rappresentante di rilievo del partito. Durante la Repubblica Sociale Italiana, invece, la sua figura venne rievocata con forza, come esempio del fascismo intransigente e movimentista, contro quello molle e corrotto, accusato della disfatta nazionale.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Atto di nascita di Pietro Marsich, su familysearch.org.
- ↑ Pietro Marsich Materia e spirito da Italia Nuova
- ↑ Pietro Marsich Spiritualizzare i partiti da Italia Nuova
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Giulia Albanese Pietro Marsich, Cierre edizioni.
- Giulia Albanese Alle origini del fascismo. La violenza politica a Venezia 1919-1922, Il Poligrafo, Padova, 2001.
- L. L. Rimbotti Fascismo di sinistra, Roma, 1989.
- Bruno Gatta Gli uomini del Duce, Rusconi, Milano, 1986.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]| Controllo di autorità | VIAF (EN) 77363592 · ISNI (EN) 0000 0001 1676 7319 · LCCN (EN) n2003018662 · GND (DE) 128348291 · BNF (FR) cb15018275f (data) |
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