Musica degli Stati Uniti d'America

La musica degli Stati Uniti d'America riflette la molteplicità di etnie che compongono la popolazione del Paese attraverso una vasta gamma di generi e stili. Rock and roll, country, rhythm and blues, jazz e hip hop sono alcuni tra i generi musicali statunitensi maggiormente noti all'estero. Dall'inizio del XX secolo, la musica registrata proveniente dagli Stati Uniti ha cominciato a diffondersi in tutto il mondo.
I primi abitanti dei territori degli odierni Stati Uniti furono centinaia di tribù native, ciascuna con una propria tradizione musicale.
Fin dai tempi di Bartolomé de Las Casas (prima metà del XVI secolo), iniziò ad arrivare nel Nuovo Mondo un consistente numero di immigrati dalle Isole Britanniche, dalla Spagna e dalla Francia, portatori di nuovi strumenti e tradizioni, come la ballata anglosassone e il canto religioso della «buona novella» cristiana (gospel). Anche gli schiavi deportati dall'Africa portarono nuove tradizioni musicali, e così fece ogni successiva ondata di immigrati.
L'apporto culturale originato da questo duplice e immenso movimento di popolazione, tenendo conto anche dell'elemento indigeno, ha creato tradizioni vive ancora oggi, le cui forme più tarde hanno, anzi, influenzato i territori d'origine, con una sorta di movimento di ritorno lungo tutto il XX secolo. Così, la tradizione pop occidentale affonda molte delle proprie radici nel blues afroamericano del XVIII e del XIX secolo. Sono rimaste, inoltre, autonome espressioni musicali di tradizioni legate ai Paesi di emigrazione, tanto che negli Stati Uniti è stata composta e registrata molta musica negli stili etnici delle comunità ucraine, irlandesi, polacche, italiane, messicane ed ebraiche, e non solo. Infine, molte città americane hanno dato ampio spazio allo sviluppo di numerosi stili musicali regionali. Oltre a grandi centri come Detroit, New York, Chicago, Nashville e Los Angeles, anche molte città più piccole hanno prodotto caratteristici stili musicali. Così, accade che in Louisiana sia sorta una musica come quella cajun, mentre altrove si sono mantenute manifestazioni delle tradizioni creole. Importante è, poi, l'elemento della musica popolare hawaiiana, nonché il bluegrass e la old-time music (o root music, ovvero «musica delle radici»), la musica, soprattutto di tradizione bianca, che giunse nel Nuovo Mondo da Inghilterra, Scozia e Irlanda, e che si è sedimentata soprattutto negli Stati Uniti dell'area sud-orientale.
Storia
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Fin dalle origini, la musica americana nasce dall'intreccio tra le tradizioni europee dei coloni, le musiche africane portate dagli schiavi e le espressioni musicali dei popoli nativi.[1][2][3]
Nel XVIII e nel XIX secolo, la musica popolare si sviluppa soprattutto nelle comunità afroamericane. Gli schiavi africani danno vita allo spiritual, ossia un genere di canti religiosi. Nascono poi il blues, che racconta la sofferenza e la vita quotidiana nel Sud degli Stati Uniti, e il gospel, legato alla fede e alla speranza.[4]
Conosciuto come il «padre della musica americana», Stephen Foster fu il più noto compositore e autore di canzoni del XIX secolo negli Stati Uniti.
All'inizio del Novecento, da New Orleans emerge il jazz, ad esempio con la produzione musicale di Louis Armstrong, che si diffonde rapidamente in tutto il Paese. Parallelamente, nelle aree rurali si sviluppano la musica country e il folk.[5]
Negli anni Cinquanta, l'incontro tra blues, country e rhythm and blues porta alla nascita del rock and roll, che rivoluziona la musica giovanile e la cultura popolare. Artisti come Elvis Presley diventano icone di una nuova generazione. Negli anni Sessanta e Settanta, il rock si diversifica e si intreccia con i movimenti sociali e politici, mentre il folk diventa uno strumento di protesta.
Negli anni Ottanta e Novanta, la musica americana continua a reinventarsi con la diffusione del pop, soprattutto con la produzione musicale di Michael Jackson, e con l'affermazione dell'hip hop e del rap, nati nelle comunità afroamericane urbane come forma di denuncia e di affermazione identitaria. Questi generi conquistano presto una dimensione globale.[6]
Caratteristiche
[modifica | modifica wikitesto]La musica degli Stati Uniti può essere caratterizzata dall'uso di ritmi sincopati e asimmetrici, da melodie lunghe e irregolari che si dice «riflettano la vasta e aperta geografia del paesaggio americano e la sensazione di libertà personale tipica della vita americana». Alcuni aspetti particolari della musica americana derivano senza dubbio da tradizioni e strumenti africani; ne è un esempio la struttura call and response, che prevede l'alternanza tra una voce solista e un coro a più voci, in cui le frasi cantate formano veri e propri dialoghi, a imitazione dell'interazione verbale, e non verbale, che avviene, in diversi Paesi africani, durante le riunioni pubbliche, le cerimonie religiose o le discussioni di affari.
Sin dagli inizi della storia della musica americana, fino ai tempi moderni, la relazione tra la musica statunitense e quella europea è stata oggetto di numerosi dibattiti tra gli studiosi. Alcuni auspicavano l'adozione di tecniche e stili più vicini a quelli europei, considerati in qualche modo più rifiniti ed eleganti, mentre altri erano favorevoli a una forma di nazionalismo musicale che celebrasse in maniera chiara e distinta le tradizioni americane. Lo studioso di musica classica moderna John Warthen Struble[7] si è posto in opposizione sia agli americani sia agli europei, sostenendo che la musica degli Stati Uniti è intrinsecamente distinta, poiché questi, come nazione, non hanno alle spalle secoli di sviluppo musicale. Anzi, la musica degli Stati Uniti è quella di centinaia di popoli indigeni e di gruppi immigrati, ciascuno dei quali si è sviluppato inizialmente a livello regionale, fino a quando la guerra civile americana riunì negli eserciti persone provenienti da ogni parte della nazione, permettendo così un intenso interscambio culturale di generi e pratiche musicali. Struble considera le ballate della guerra civile come «la prima tipologia di musica folk americana che possiede caratteristiche ben precise e identificabili unicamente con l'America: la prima musica veramente americana, distinta da ogni altra musica regionale di derivazione straniera».[8]
La guerra civile e il periodo successivo videro una fioritura delle arti, della letteratura e della musica. I gruppi musicali amatoriali di questo periodo rappresentano, secondo molti studiosi, la nascita della musica popolare americana. Lo scrittore e studioso di musica David Ewen[9] descrive queste prime bande amatoriali come una combinazione della profondità e della drammaticità della musica classica unite a una tecnica esecutiva relativamente semplice; la musica suonata da questi gruppi evitava la complessità per esaltare invece l'espressione diretta. Se questa musica fosse stata vocale, le parole sarebbero state in inglese, nonostante alcuni critici avessero sostenuto che l'inglese è una lingua poco adatta al canto. L'America, nel periodo successivo alla guerra civile, conobbe un risveglio generale, in cui pittori, scrittori e i compositori «seri» trattavano argomenti specificamente americani. È in questo periodo che si collocano le origini del blues, del gospel, del jazz e del country; nel XX secolo questi generi divennero l'essenza della musica popolare americana che, in seguito, diede vita al rhythm and blues, al rock and roll e alla musica hip hop.
Identità sociale
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La musica americana è strettamente connessa a tematiche sociali e all'articolazione dell'identità culturale. Contrasti di classe, questioni legate alla varietà razziale ed etnica, alla religione e alla sessualità costituiscono soltanto alcuni dei temi frequentemente affrontati nella musica popolare statunitense. Tra questi, la relazione tra musica e razza rappresenta probabilmente uno degli elementi più significativi nello sviluppo storico della musica negli Stati Uniti. L'identità musicale afroamericana, di matrice estremamente eterogenea, ha svolto un ruolo costante e centrale lungo l'intera storia musicale americana. La documentazione relativa alla musica afroamericana durante il periodo coloniale risulta tuttavia scarsa, nonostante sia noto che stili, repertori e strumenti provenienti dall'Africa occidentale si integrassero nel contesto culturale delle popolazioni sottoposte alla schiavitù, generando forme musicali che costituirono la base per numerosi sviluppi successivi. Già a metà del XIX secolo, l'impronta sonora afroamericana era però ben conosciuta e diffusa; tecniche, strumenti e immaginario afroamericani divennero popolarissimi, basti pensare agli spiritual e alle canzoni degli schiavi. Molto diffusi erano anche i minstrel show, spettacoli di intrattenimento in cui artisti bianchi con il volto dipinto di nero si beffeggiavano delle usanze e dell'ambiente afroamericano.[10][11]
La separazione tra classi sociali si riflette anche in ambito musicale, sebbene le distinzioni non siano assolute. La musica country popolare, ad esempio, è un genere commerciale che tende a fare presa sulla classe operaia rafforzandone l'identità, a prescindere dall'appartenenza o meno degli ascoltatori a tale classe. La musica country è inoltre legata all'identità geografica, in particolare all'ambiente rurale, mentre altri generi, come il rhythm and blues e l'hip hop, sono percepiti come generi urbani.[12][13]
Sebbene la pratica musicale sia stata storicamente associata alle donne, emergono numerose contraddizioni in tale percezione. Nel XIX secolo, ad esempio, cantare e suonare il pianoforte a livello amatoriale era considerato socialmente appropriato per le donne delle classi elevate, mentre l'accesso alle attività concertistiche e alle orchestre sinfoniche rimaneva generalmente limitato. Nelle prime fasi dello sviluppo della musica popolare, le donne svolsero un ruolo significativo; tuttavia, l'industria discografica e il mondo delle registrazioni musicali furono a lungo dominati da interpreti maschi. Anche in epoche più recenti, alcuni generi musicali continuano a mostrare una netta predominanza maschile, come nel caso dell'heavy metal o del gangsta rap, sebbene in questi ambiti la partecipazione femminile stia progressivamente aumentando.[14]
Molteplicità
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Gli Stati Uniti sono frequentemente descritti come un crogiolo culturale, capace di generare nuovi stili e modalità espressive a partire da elementi provenienti da tradizioni culturali molto diverse. Sebbene taluni aspetti della musica americana possano essere ricondotti a origini specifiche, per numerosi elementi risulta complesso stabilirne con precisione le derivazioni, a causa della continua evoluzione prodotta dalle molteplici ibridazioni di tecniche, generi e strumenti. Materiali musicali provenienti da contesti esterni giunsero negli Stati Uniti sia attraverso canali formali, come l'istruzione musicale e gli spettacoli organizzati, sia tramite vie informali, quali il trasferimento forzato di repertori africani dovuto alla schiavitù o l'introduzione di tradizioni musicali irlandesi attraverso l'immigrazione. Le forme musicali più tipicamente americane derivano quindi da processi di mescolanza interculturale avvenuti per contatto diretto. La schiavitù, ad esempio, comportò la convivenza forzata di individui appartenenti a gruppi e tradizioni differenti, favorendo una straordinaria fusione di generi musicali, arricchita dall'apporto di elementi provenienti dalla musica indigena, europea e latinoamericana. Le differenze etniche, religiose e razziali hanno dato vita a generi ibridi come, ad esempio, la musica franco-americana dei creoli della Louisiana, la fusione euro-messicana della Tejano music e la musica ampiamente ibridata della moderna musica hawaiiana, nella quale è tipico l'uso della chitarra con accordatura slack key, in cui le corde, se suonate a vuoto, producono un accordo (di solito di sol maggiore).[15]

La mescolanza di generi musicali provenienti da diverse tradizioni culturali ha suscitato nel tempo numerose critiche. In particolare, nel corso del XX secolo, il revival della musica folk ha spesso integrato repertori tradizionali delle comunità rurali, talvolta con l'obiettivo di sostenere specifiche cause politiche. Tale pratica ha sollevato interrogativi circa la possibile mercificazione di materiale culturale altrui e il conseguente indebolimento del significato originario delle opere nel contesto sociale e culturale da cui traevano origine. La questione dell'appropriazione culturale ha rivestito grande importanza nel dibattito sulle relazioni razziali negli Stati Uniti. L'utilizzo, da parte di musicisti bianchi, di tecniche musicali, immagini e concetti tipici della cultura afroamericana era già diffuso a partire dalla metà del XIX secolo, quando erano popolari le canzoni di Stephen Foster e i minstrel show. L'industria musicale ha tentato a lungo di rendere popolari interpreti bianchi di musica afroamericana, ritenuti più facilmente appetibili per la maggioranza del pubblico, in particolare per le classi medie. Questa tendenza ha prodotto figure di grande successo come Benny Goodman, Eminem ed Elvis Presley, nonché generi affermati come il blue-eyed soul, con cui si identifica il rhythm and blues o il soul eseguiti da artisti bianchi, e il rockabilly.
Musica folk
[modifica | modifica wikitesto]La musica folk negli Stati Uniti è molto differenziata, poiché nel Paese convivono numerosi gruppi etnici. Le tribù dei nativi americani suonano ciascuna la propria musica, generalmente di carattere spirituale. La musica afroamericana include generi come il blues e il gospel, che discendono dalle tradizioni musicali dell'Africa occidentale portate in America dagli schiavi e successivamente mescolate con la musica dell'Europa occidentale. Durante il periodo coloniale, nelle Americhe furono importati stili e strumenti inglesi, francesi e spagnoli. A partire dall'inizio del XX secolo, gli Stati Uniti divennero uno dei principali centri di diffusione delle musiche popolari di tutto il mondo, incluse la polka, la musica violinistica ucraina e polacca, il klezmer ebraico-ashkenazita, nonché numerosi generi di musica latinoamericana.[16]
I nativi americani suonarono le prime forme di musica folk in quelli che oggi sono gli Stati Uniti, utilizzando una grande varietà di stili e tecniche. Tuttavia, esistono elementi comuni a quasi tutte queste tradizioni, in particolare la mancanza di armonia e di polifonia, nonché l'uso di vocaboli rituali e di figure melodiche discendenti. Gli strumenti tradizionali comprendono il flauto e numerosi strumenti a percussione, come tamburi, sonagli (rattles) e bastoni della pioggia. In seguito al contatto con le popolazioni europee e africane, la musica popolare dei nativi americani prese nuove direzioni, fondendosi con stili differenti, tra cui le musiche da ballo europee e la Tejano music.[17][18] La musica nativa americana contemporanea è conosciuta soprattutto per i raduni powwow, durante i quali è possibile assistere e partecipare a danze che derivano direttamente dalle tradizioni delle tribù delle pianure del Canada e degli Stati Uniti.

I primi tredici Stati costituiti negli Stati Uniti, corrispondenti alle Tredici colonie, erano possedimenti inglesi; di conseguenza, la cultura anglosassone rappresentò un pilastro fondamentale per lo sviluppo della musica popolare americana. Molte canzoni folk statunitensi sono identiche nell'arrangiamento alle corrispondenti canzoni britanniche, ma presentano testi differenti, spesso in forma di parodia. Le canzoni anglo-americane sono caratterizzate da un minore utilizzo della scala pentatonica, da accompagnamenti meno elaborati, con un uso più frequente del bordone, e da un numero maggiore di melodie in modo maggiore. La musica anglo-americana comprende inoltre una grande varietà di ballate, diffuse anche attraverso stampe popolari, storie umoristiche, racconti dedicati a figure leggendarie come Paul Bunyan, Pecos Bill, Jesse James, Joe Magarac o John Henry, nonché narrazioni di disastri minerari, incidenti marittimi e omicidi. Tra le danze folkloristiche di origine britannica figura la square dance,[19] derivata dalla quadriglia francese e ballata da quattro coppie, con l'aggiunta, tipicamente americana, di un «chiamante» (caller) che guida i danzatori indicando le figure da eseguire.
Gli antenati degli attuali afroamericani furono condotti negli Stati Uniti come schiavi e lavorarono principalmente nelle piantagioni del Sud. Provenivano da centinaia di gruppi dell'Africa occidentale e portarono con sé tratti caratteristici delle tradizioni musicali di quelle regioni, fra cui la struttura call and response, la complessità ritmica, l'uso di battiti sincopati e di accenti spostati. La musica africana, fortemente basata sul ritmo e sulla danza, consentì alle popolazioni deportate nel Nuovo Mondo di mantenere un legame con il proprio passato. I primi schiavi, oltre alle canzoni di lavoro, cantavano i cosiddetti field holler («grida dei campi»), canti che fungevano da mezzo di comunicazione, spesso in forma codificata, tra i lavoratori. Da un campo si levava una frase musicale simile a un grido acuto, alla quale rispondeva un altro campo distante. In seguito al processo di cristianizzazione, le popolazioni afroamericane iniziarono a cantare inni religiosi. Nel XIX secolo si verificò un periodo di intenso fervore religioso che coinvolse l'intero Paese. Durante gli incontri di culto venivano cantati inni composti prevalentemente da pastori protestanti del New England; fu allora che gli afroamericani cominciarono a reinterpretare tali inni secondo la propria sensibilità musicale, dando origine ai Negro spirituals. Da queste tradizioni, dagli spirituals, dalle canzoni di lavoro e dai field holler nacquero in seguito il blues, il jazz e il gospel.
Blues e spirituals
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Gli spirituals erano principalmente espressioni di fede religiosa ed erano cantati dagli schiavi nelle piantagioni del Sud. Questa forma musicale conobbe una notevole diffusione tra la metà del XIX secolo e gli inizi del secolo successivo. Nel 1871 la Fisk University divenne la sede dei Fisk Jubilee Singers, un gruppo che contribuì in modo determinante alla popolarizzazione degli spirituals.[20] Sull'esempio di questo complesso sorsero rapidamente altri quartetti religiosi, che nel tempo si differenziarono sempre più; anche la crescente diffusione di predicatori itineranti e di cantanti religiosi contribuì allo sviluppo della musica gospel.
Il blues è una combinazione di canzoni di lavoro africane, field holler e grida. Si sviluppò nel Sud rurale durante il primo decennio del XX secolo. La sua caratteristica principale è l'uso della scala blues, con il terzo grado lievemente abbassato, e di testi di carattere lamentoso; sebbene entrambi questi elementi fossero presenti nella musica afroamericana già prima del XX secolo, la forma codificata del blues moderno, come la struttura AAB, compare soltanto nei primi anni del Novecento.
Altre comunità immigrate
[modifica | modifica wikitesto]Gli Stati Uniti comprendono un elevato numero di gruppi etnici. Molte di queste comunità hanno mantenuto vive le tradizioni dei Paesi di origine, dando vita a veri e propri ambienti musicali locali nelle regioni in cui si sono stabilite in modo consistente; ne sono esempi la musica capoverdiana nel New England, la musica armena in California e le tradizioni musicali italiane e ucraine a New York. I creoli costituiscono una comunità di origine composita e non anglosassone, formata in gran parte da discendenti delle popolazioni che vivevano in Louisiana prima dell'annessione agli Stati Uniti. I cajun sono invece un gruppo francofono giunto in Louisiana dopo l'abbandono dell'Acadia, in Canada. La musica cajun è tuttora eseguita in Louisiana, utilizzando la lingua francese. La città di New Orleans, importante porto della regione, è stata un rilevante punto di incontro per popolazioni provenienti dall'area caraibica. Il risultato è un originale sincretismo tra tradizioni cajun e creole. Il Messico, fino alla guerra messico-statunitense, controllava gran parte dei territori che oggi costituiscono gli Stati più occidentali degli Stati Uniti, compreso l'attuale Texas. Dopo l'annessione del Texas, le comunità di origine messicana presenti nel territorio iniziarono a sviluppare una propria identità culturale, distinta sia da quella del Messico sia da quella degli altri texani. Un momento centrale nell'evoluzione della prima musica tejana fu la commistione tra forme tradizionali messicane, come il corrido, e stili dell'Europa continentale introdotti dai coloni tedeschi e cechi alla fine del XIX secolo. In particolare, la fisarmonica fu adottata dai musicisti tejani all'inizio del XX secolo e divenne rapidamente popolare tra i musicisti dilettanti del Texas e del Messico settentrionale.
Musica jazz
[modifica | modifica wikitesto]Importante è anche la musica jazz: nel XX secolo si sono distinti, tra gli altri, Duke Ellington, Louis Armstrong, interprete di celebri brani come What a Wonderful World (1967), il sassofonista e compositore Charlie Parker, tra i fondatori del movimento musicale bebop.[21], il trombettista Miles Davis e il sassofonista John Coltrane.
Lo swing statunitense rappresenta una delle fasi più rilevanti nella storia del jazz e della musica americana del XX secolo. Le sue origini risalgono agli anni Venti, quando il jazz delle città di New Orleans e Chicago iniziò a evolversi, incorporando ritmi sincopati e una maggiore enfasi sulla sezione ritmica. Tuttavia, fu negli anni Trenta che lo swing raggiunse la sua piena maturità, grazie alla diffusione delle big band, composte da sezioni di fiati (trombe, tromboni e sassofoni) e da una solida sezione ritmica.[22]
Rock and roll
[modifica | modifica wikitesto]Il rock and roll nasce negli Stati Uniti all'inizio degli anni Cinquanta ed è uno dei fenomeni culturali più importanti del Novecento. Questo genere musicale nasce dall'incontro di diverse tradizioni: il blues e il rhythm and blues afroamericani, la country music dei bianchi del Sud e il gospel. Tale mescolanza riflette una società in trasformazione, segnata da profonde divisioni razziali ma anche da continui scambi culturali.[23]

All'inizio, il rock and roll è soprattutto la musica «dei giovani»: veloce, energica e ribelle, rompe con i modelli musicali delle generazioni precedenti. Uno dei primi grandi protagonisti è Chuck Berry, che introduce uno stile chitarristico innovativo e testi incentrati sulla vita adolescenziale.[24] Accanto a lui si affermano artisti come Little Richard, celebre per la sua voce dirompente, e Jerry Lee Lewis, noto per le sue spettacolati esibizioni al pianoforte.[25]
Il rock and roll diventa un fenomeno di massa anche grazie a Elvis Presley, che riesce a portare una musica nata in larga parte nelle comunità afroamericane al grande pubblico bianco. Elvis diventa così un'icona culturale, simbolo di ribellione giovanile e di cambiamento sociale.
Bill Haley fu il primo interprete di Rock Around the Clock, uno dei brani rock and roll più celebri della storia della musica. Il brano divenne noto anche grazie al film Il seme della violenza (1955) e, a partire dal 1974, venne utilizzato come sigla della sit-com Happy Days.
Negli anni Sessanta il rock and roll si evolve e si diversifica. Nascono nuovi stili come il rock psichedelico, il folk rock e il garage rock. La musica rock si lega sempre più ai movimenti per i diritti civili e alle proteste contro la guerra del Vietnam, diventando uno strumento di espressione politica e sociale.
Negli anni Settanta emergono l'hard rock, il punk rock e il rock progressivo.
Ancora oggi il rock and roll è considerato un simbolo della cultura giovanile, della libertà di espressione e dell'identità musicale degli Stati Uniti.[26]
Critica musicale statunitense
[modifica | modifica wikitesto]Le origini
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Nel XIX secolo la critica musicale americana nasce soprattutto nei giornali delle grandi città come New York e Boston. In questa fase è fortemente influenzata dalla tradizione europea: l’attenzione è rivolta principalmente alla musica colta, alla lirica e alla musica sinfonica[27][28].
I critici erano spesso musicisti o studiosi con formazione accademica. La loro scrittura era tecnica e destinata a un pubblico colto. L’obiettivo principale era valutare la qualità delle esecuzioni e delle composizioni secondo parametri estetici europei[29][30].
Inizio Novecento
[modifica | modifica wikitesto]Con l’inizio del XX secolo, gli Stati Uniti sviluppano il jazz. Questo genere, nato nelle comunità afroamericane, mette in crisi i criteri tradizionali della critica[31].
All’inizio molti critici guardano al jazz con sospetto, considerandolo musica popolare o di intrattenimento. Solo negli anni ’30 e ’40, grazie a figure come Leonard Feather, il jazz viene riconosciuto come forma d’arte complessa e degna di analisi seria[32]. La critica comincia così a occuparsi non solo di tecnica, ma anche di contesto sociale, razza, identità e cultura urbana.
Anni ’50-’70
[modifica | modifica wikitesto]Con l’esplosione del rock and roll negli anni ’50 e soprattutto negli anni ’60, la critica musicale cambia. Nascono riviste specializzate come Rolling Stone (1967), Creem (1969) e The Village Voice (1955)[33].
I critici come Greil Marcus, Lester Bangs e Robert Christgau trasformano la critica in una forma di scrittura culturale e quasi letteraria interpretando il rock come fenomeno politico e generazionale.
Durante gli anni ’60 e ’70 la musica diventa espressione dei movimenti per i diritti civili, contro la guerra in Vietnam e della controcultura. La critica musicale diventa quindi anche critica sociale[34].
Anni ’80-’90
[modifica | modifica wikitesto]Negli anni ’80 e ’90 la critica musicale si professionalizza ulteriormente. Si affermano nuove riviste e si amplia l’attenzione verso hip hop, musica elettronica, alternative rock e pop commerciale[35].
L’hip hop, inizialmente sottovalutato, viene progressivamente riconosciuto come forma artistica centrale della cultura americana. I critici iniziano ad affrontare temi come identità razziale, genere, capitalismo e industria musicale[36].
In questo periodo la critica si intreccia sempre più con il marketing e l’industria discografica.
L’era digitale
[modifica | modifica wikitesto]Con l’arrivo di Internet negli anni 2000, la critica musicale cambia ancora. Nascono siti come Pitchfork, che influenzano fortemente il mercato musicale indipendente[37].
Successivamente, blog e social media democratizzano la critica: non sono più solo i grandi giornalisti a influenzare il pubblico, ma anche creator e influencer.
Questo processo porta a maggiore pluralità di voci, perdita dell’autorità “centralizzata” del critico tradizionale e maggiore velocità e frammentazione del giudizio[38].
Colonne sonore nel cinema
[modifica | modifica wikitesto]Alcuni musicisti e compositori statunitensi famosi per le loro colonne sonore cinematografiche sono:
Premi musicali statunitensi principali
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Gruppi maschili influenti nella storia della musica statunitense
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Jazz e Blues (anni '20-'50)
[modifica | modifica wikitesto]Rock & Roll (anni '50-'70)
[modifica | modifica wikitesto]Hard Rock, Metal e Punk (anni '70-'80)
[modifica | modifica wikitesto]Folk
[modifica | modifica wikitesto]Funk, Soul e R&B
[modifica | modifica wikitesto]Hip-Hop e Rap (anni '80-oggi)
[modifica | modifica wikitesto]Pop e Alternative (anni '80-2000)
[modifica | modifica wikitesto]Anni 2010-2020
[modifica | modifica wikitesto]Indie/Alternative/Rock
[modifica | modifica wikitesto]Pop/R&B/Soul
[modifica | modifica wikitesto]Hip-Hop/Rap/R&B
[modifica | modifica wikitesto]Gruppi femminili influenti nella storia della musica statunitense
[modifica | modifica wikitesto]Anni '50–'60
[modifica | modifica wikitesto]Anni '70–'80: soul, funk e R&B
[modifica | modifica wikitesto]Anni '90: pop e R&B
[modifica | modifica wikitesto]Country
[modifica | modifica wikitesto]Anni 2000: empowerment e pop globale
[modifica | modifica wikitesto]Rock e alternative
[modifica | modifica wikitesto]Gruppi misti influenti nella storia della musica statunitense
[modifica | modifica wikitesto]Spiritual
[modifica | modifica wikitesto]Rock & Folk (anni '60–'70)
[modifica | modifica wikitesto]Funk, Soul & Disco (anni '70)
[modifica | modifica wikitesto]Pop & Alternative (anni '80–'90)
[modifica | modifica wikitesto]Hip hop, R&B & pop moderno (anni 2000–oggi)
[modifica | modifica wikitesto]Uomini influenti nella storia della musica statunitense
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Blues, Jazz e Gospel (inizio XX secolo)
[modifica | modifica wikitesto]- Louis Armstrong (1901–1971)
- Count Basie (1904–1984)
- Duke Ellington (1899–1974)
- Ray Charles (1930–2004)
- Frank Sinatra (1915–1998)
- Al Green (nato nel 1946)
- Little Richard (1932–2020)
- Charlie Parker (1920-1955)
- Armando Anthony Corea (1941–2021)
- Miles David (1926-1991)
- John Coltrane (1926-1967)
Swing
[modifica | modifica wikitesto]- Benny Goodman (1909-1986)
- Glenn Miller (1904-1944)
Rock & Roll e Rock Classico (anni '50–'70)
[modifica | modifica wikitesto]- Elvis Presley (1935–1977)
- Chuck Berry (1926–2017)
- Bob Dylan (nato nel 1941)
- Jimi Hendrix (1942–1970)
- Buddy Holly (1936–1959)
- Bruce Springsteen (nato nel 1949)
- Stevie Ray Vaughan (1954–1990)
- Iggy Pop (nato nel 1947)
- Roy Orbison (1936–1988)
- Quincy Jones (1933–2024)
- Billy Joel (nato nel 1949)
- Lenny Kravitz (nato nel 1964)
Soul, R&B e Pop (anni '60–'90)
[modifica | modifica wikitesto]- Stevie Wonder (nato nel 1950)
- Michael Jackson (1958–2009)
- Prince (1958–2016)
- James Brown (1933–2006)
- Moby (nato nel 1965)
- Marvin Gaye (1939–1984)
- Otis Redding (1941–1967)
- Sam Cooke (1931–1964)
- Justin Timberlake (nato nel 1981)
Country e Folk
[modifica | modifica wikitesto]- Johnny Cash (1932–2003)
- Willie Nelson (nato nel 1933)
- Woody Guthrie (1912–1967)
- James Taylor (nato nel 1948)
Funk
[modifica | modifica wikitesto]- Herbie Hancock (nato nel 1940)
Hip-Hop, Rap e R&B Contemporaneo (anni '90–oggi)
[modifica | modifica wikitesto]- Tupac Shakur (1971–1996)
- The Notorious B.I.G. (1972–1997)
- Jay-Z (nato nel 1969)
- Kendrick Lamar (nato nel 1987)
- Eminem (nato nel 1972)
- Pharrell Williams (nato nel 1973)
- Snoop Dogg (nato nel 1971)
- Bruno Mars (nato nel 1985)
- Pitbull (rapper) (nato nel 1981)
- 50 Cent (nato nel 1975)
- Kanye West (nato nel 1977)
Donne influenti nella storia della musica statunitense
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Blues e Jazz (inizio XX secolo)
[modifica | modifica wikitesto]- Bessie Smith (1894-1937)
- Billie Holiday (1915-1959)
- Ella Fitzgerald (1917-1996)
- Nina Simone (1933-2003)
Country e Folk
[modifica | modifica wikitesto]- Patsy Cline (1932-1963)
- Dolly Parton (nata nel 1946)
- Joan Baez (nata nel 1941)
- Joni Mitchell (nata nel 1943)
- Tracy Chapman (nata nel 1964)
- Alison Krauss (nata nel 1971)
Lirica
[modifica | modifica wikitesto]- Marian Anderson (1897-1993)
- Leontyne Price (nata nel 1927)
- Jessye Norman (1945-2019)
- Renée Fleming (nata nel 1959)
Gospel
[modifica | modifica wikitesto]- Etta James (1938–2012)
- Mahalia Jackson (1911–1972)
Rock e Pop
[modifica | modifica wikitesto]- Aretha Franklin (1942-2018)
- Cher (nata nel 1946)
- Judy Garland (1922–1969)
- Janis Joplin (1943–1970)
- Carole King (nata nel 1942)
- Stevie Nicks (nata nel 1948)
- Patti Smith (nata nel 1946)
- Pink (nata nel 1979)
- Katy Perry (nata nel 1984)
- Kelly Clarkson (nata nel 1982)
- Gwen Stefani (nata nel 1969)
R&B, Soul, Hip-Hop e Contemporaneo
[modifica | modifica wikitesto]- Whitney Houston (1963-2012)
- Tina Turner (1939-2023)
- Madonna (nata nel 1958)
- Beyoncé (nata nel 1981)
- Jennifer Lopez (nata nel 1969)
- Lady Gaga (nata nel 1986)
- Missy Elliott (nata nel 1971)
- Anastacia (nata nel 1968)
- Britney Spears (nata nel 1981)
- Taylor Swift (nata nel 1989)
- Ariana Grande (nata nel 1993)
- Billie Eilish (nata nel 2001)
- Mariah Carey (nata nel 1969)
- Alicia Keys (nata nel 1981)
- Christina Aguilera (nata nel 1980)
Transgender influenti nella storia della musica statunitense
[modifica | modifica wikitesto]- Laura Jane Grace (nata nel 1980)
- Anohni (nata nel 1971)
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Philip V. Bohlman – American Musical Cultures
- ↑ Larry Starr, Christopher Waterman – American Popular Music: From Minstrelsy to MP3
- ↑ (EN) American Music | Smithsonian Institution, su www.si.edu. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- ↑ Eileen Southern – The Music of Black Americans
- ↑ G. B. Shaw – Storia della musica jazz
- ↑ Popular music, su britannica.com.
- ↑ John Warthen Internet Archive, The history of American classical music : MacDowell through minimalism, New York : Facts On File, 1995, ISBN 978-0-8160-2927-3. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- ↑ Music of the United States - Academic Kids, su academickids.com. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- ↑ American Composers di David Ewen: una guida ai compositori americani, su musicainformatica.it, 1º febbraio 2024. URL consultato il 29 gennaio 2026.
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- ↑ Storia e sviluppo della musica afroamericana, su ICHI.PRO. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- ↑ (EN) Real Country: Music and Language in Working-Class Culture, su www.dukeupress.edu. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- ↑ BiblioToscana - Hip hop (genere musicale), su biblio.toscana.it. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- ↑ (EN) ‘The Lady at the Piano': from Innocent Pastime to Intimate Discourse - Music and Practice, su musicandpractice.org. URL consultato il 29 gennaio 2026.
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- ↑ (EN) Tejano Music History: 4 Characteristics of Tejano Music - 2026, su MasterClass. URL consultato il 29 gennaio 2026.
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- ↑ E l'America cominciò a ballare. La storia dello Swing | Istituto Italiano Arte e Danza®, su IstitutoItalianoArteeDanza.it, 21 novembre 2014. URL consultato il 3 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Rock ‘n' Roll Revolution: Shaping American Culture in the 1950s & 60s, su socialstudieshelp.com. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- ↑ Storia del Rock - Anni '50, su www.scaruffi.com. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- ↑ Le origini del Rock ‘n' Roll ▷ Com'è nato?, su thomann.de, 25 dicembre 2024. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- ↑ Il Rock oltre la musica: un fenomeno culturale senza tempo, su Rockit.it. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- ↑ Michael Broyles – Music of the Highest Class: Elitism and Populism in Antebellum Boston (1992)
- ↑ Richard Crawford – America’s Musical Life: A History (2001)
- ↑ Charles Hamm – Music in the New World (1983)
- ↑ Joseph Horowitz – Classical Music in America: A History (2005)
- ↑ Leonard Feather - The Book of Jazz (1957)
- ↑ Ingrid Monson - Freedom Sounds: Civil Rights Call Out to Jazz and Africa (2007)
- ↑ Going Into the City: Portrait of a Critic as a Young Man (2015) - Greil Marcus
- ↑ Mystery Train (1975) - Greil Marcus
- ↑ Psychotic Reactions and Carburetor Dung (1987) - Lester Bangs
- ↑ Tricia Rose – Black Noise (1994)
- ↑ Between Montmartre and the Mudd Club: Popular Music and the Avant-Garde (2002) - Bernard Gendron
- ↑ Rock Criticism from the Beginning: Amusers, Bruisers, and Cool-Headed Cruisers (2005) - Ulf Lindberg et al.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN, FR) Music of the United States of America, su Enciclopedia canadese.