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Monocoltura

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Coltura industrializzata di un campo di patate

La monocoltura[1] è, genericamente, un procedimento produttivo agricolo che consiste nell'adibire vaste zone di territorio alla coltura di un'unica specie sarappese, in maniera intensiva e standardizzata, al fine di massimizzare le rese ed ottenere il massimo profitto. Spesso questa standardizzazione viene accentuata dall'utilizzo di poche varietà molto produttive, ma molto esigenti e dal massiccio utilizzo di fertilizzanti di sintesi e prodotti fitosanitari.

Origini: tutto parte dal Colonialismo

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Le monocolture si diffusero nell'epoca del primo colonialismo[2]: i paesi colonizzatori necessitavano di prodotti agricoli esotici che sul territorio nazionale non potevano crescere (spezie, caffè, zucchero di canna, frutta esotica, ecc.), e così sfruttarono le condizioni climatiche dei paesi colonizzati per produrre intensivamente quello di cui avevano bisogno. In India si diffuse la coltura delle spezie, sull'isola di Ceylon quella del , del cacao in America Latina e nel Ghana, della canna da zucchero nelle Antille, delle banane e delle arachidi in America centrale, e del caffè e del caucciù in Brasile.

Sviluppo: monocoltura come strumento politico

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Intere nazioni, povere e sotto sviluppate, furono costrette da governi e grandi aziende estere (statunitensi ed europee), sotto la minaccia delle armi o con l'ausilio di spietate dittature, a coltivare un'unica specie di prodotto agricolo, cosicché dovevano vendere a basso prezzo quello che producevano solo al paese che li sfruttava, e acquistare, a caro prezzo, tutti gli altri generi alimentari necessari dal medesimo paese sfruttatore. Pertanto, per le nazioni ricche oltre che per il puro arricchimento economico, la monocoltura si affermò come strumento politico per mantenere in una posizione di dipendenza.

Estensione ad altri ambiti

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Il termine monocoltura può essere esteso all'allevamento intensivo di capi di bestiame[3]; oppure all'estrazione di un determinato minerale (in questo caso il paese ricco di tale minerale viene completamente adibito alla sua estrazione e alla sua lavorazione, non lasciando spazio ad altre forme di produzione e lavorazione industriale).

Nel 2023 un regolamento UE approvato nell'ambito della Politica agricola comune ha imposto l'obbligo di rotazione ad anni alterni per le colture di grano e mais, al fine di tutelare la biodiversità ed evitare il depauperamento dei terreni.[4]

Alberi di papaia che crescono sotto i gelsi
Alberi di papaia che crescono sotto i gelsi, uno stile di giardinaggio forestale di policoltura.

In agricoltura, la policoltura[5] è la pratica di coltivare più specie di colture contemporaneamente nello stesso luogo, in contrasto con la monocoltura, che era diventata l'approccio dominante nei paesi sviluppati entro il 1950. Esempi tradizionali includono la consociazione delle Tre Sorelle, vale a dire mais, fagioli e zucche, da parte delle popolazioni indigene dell'America centrale e settentrionale, i sistemi riso-pesce dell'Asia[6] (una pratica che integra la coltivazione del riso con l'acquacoltura, più comunemente con pesci d'acqua dolce) e i complessi sistemi di colture miste della Nigeria.

La policoltura offre molteplici vantaggi[7], tra cui l'aumento della resa totale, poiché è possibile raccogliere più colture dallo stesso terreno, oltre a ridurre il rischio di fallimento del raccolto. Le risorse vengono utilizzate in modo più efficiente, richiedendo meno fertilizzanti e pesticidi, poiché le colture intercalari (cover crop) sopprimono le erbe infestanti e i legumi possono fissare l'azoto[8]. La maggiore diversità tende a ridurre le perdite dovute a parassiti e malattie. La policoltura può produrre più raccolti all'anno e può migliorare le proprietà fisiche, chimiche e strutturali del suolo, ad esempio poiché le radici a fittone creano pori per l'acqua e l'aria. Una migliore copertura del suolo riduce l'essiccazione e l'erosione del suolo. Inoltre, una maggiore diversità delle colture può fornire alle persone una dieta più sana.

Gli svantaggi[7] includono la competenza richiesta per gestire le policolture; può essere difficile meccanizzare quando le colture hanno esigenze diverse in termini di profondità di semina, spaziature e tempi, possono richiedere fertilizzanti e pesticidi diversi e può essere difficile raccogliere e separare le colture. Trovare combinazioni vegetali adatte può essere impegnativo. La competizione tra le specie può ridurre le rese.

Le policolture annuali includono la consociazione[9]. Una variante è la coltivazione a strisce (strip cropping)[10], in cui più file di una coltura formano una striscia, accanto a una striscia di un'altra coltura. Una coltura di copertura prevede la piantagione di una specie che non è una coltura, come graminacee e leguminose, accanto alla coltura. Una pacciamatura vivente, utilizzata principalmente in orticoltura, prevede una seconda coltura utilizzata per sopprimere le erbacce; una scelta popolare è la calendula, poiché ha un valore monetario e produce sostanze chimiche che respingono i parassiti. Nella coltivazione mista, tutti i semi vengono seminati insieme, imitando la diversità vegetale naturale; la raccolta è semplice, con tutte le colture destinate allo stesso uso.

Le policolture perenni possono includere varietà perenni di colture annuali, come riso, sorgo e caiano; possono essere coltivate insieme a leguminose come l'erba medica. Le policolture di riso spesso coinvolgono colture animali come pesci e anatre. Nell'agroforestazione, alcune delle colture sono arboree; ad esempio, il caffè, che ama l'ombra, viene tradizionalmente coltivato sotto alberi ombrosi. I sistemi riso-pesce dell'Asia producono pesci d'acqua dolce oltre al riso, producendo un prezioso raccolto extra; in Indonesia, una combinazione di riso, pesci, anatre e Azolla produce un sistema di permacultura resiliente e produttivo.

  1. Monocoltura - Significato ed etimologia - Vocabolario, su Treccani. URL consultato il 13 ottobre 2025.
  2. (EN) Colonization and Monoculture Plantations: Histories of Large-Scale ‘Grabbings’ | World Rainforest Movement, su www.wrm.org.uy. URL consultato il 13 ottobre 2025.
  3. Lorenzo Bertolesi, Le monoculture intensive: l'altra faccia dannosa degli allevamenti, su Essere Animali, 16 luglio 2024. URL consultato il 13 ottobre 2025.
  4. Michelangelo Borriello, Stop per un anno a grano e mais: così la Ue cambia le grandi pianure d’Italia, su corriere.it, 15 ottobre 2023.
  5. policoltura: significato e definizione - Dizionari, su policoltura: significato e definizione - Dizionari - La Repubblica. URL consultato il 13 ottobre 2025.
  6. Rice-Fish Culture in China, su idrc-crdi.ca. URL consultato il 13 ottobre 2025.
  7. 1 2 (EN) dementievgeopard, Polyculture Farming: methods, advantages, and disadvantages, su GeoPard - Precision agriculture Mapping software, 29 marzo 2022. URL consultato il 13 ottobre 2025.
  8. (EN) Alternating Nitrogen-Fixing Crops & Polyculture Techniques, su farmonaut.com, 3 agosto 2025. URL consultato il 13 ottobre 2025.
  9. (EN) Intercropping vs Polyculture: How Multi-Crop Systems Boost Farm Sustainability - Ecosystems United, su ecosystemsunited.com, 30 marzo 2025. URL consultato il 13 ottobre 2025.
  10. Michela Mazzali, Strip cropping: la tecnica spiegata in un video - Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica, in Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica, 10 novembre 2022. URL consultato il 13 ottobre 2025.

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