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Manifesto (programma)

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Un manifesto è una dichiarazione pubblica (in genere espressa in forma di opera letteraria o lettera aperta o testo programmatico) che definisce ed espone i principi e gli obiettivi di un movimento o di una corrente politica, religiosa, artistica o sociale e di coloro che decidono di aderirvi.

Manifesto politico

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Lo stesso argomento in dettaglio: Programma politico.

Un manifesto può anche contenere un insieme di idee politiche teoriche o elencare i principi generali di un'ideologia: esempi sono il Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels e l'Appello ai liberi e forti del Partito Popolare Italiano.

Se al contrario un manifesto contiene un insieme di idee politiche di attuazione prettamente pratica o è orientato a un'elezione elettorale specifica (contenendo un insieme di promesse elettorali), allora si parla di programma politico o elettorale: esempi sono il Contratto con gli italiani o il Programma di San Sepolcro.

Manifesto religioso

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Antichità: testi sacri come manifesti fondativi

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Il decalogo emulato in una pergamena del 1768 di Jekuthiel Sofer
Il decalogo emulato in una pergamena del 1768 di Jekuthiel Sofer

Nelle civiltà antiche, ciò che oggi si chiamerebbe “manifesto” non era separato dal testo sacro o dalla legge divina[1][2]:

  • Mesopotamia: il Codice di Hammurabi (XVIII sec. a.C.) è anche un manifesto religioso-politico: il re dichiara di governare per mandato divino e stabilisce l’ordine morale del mondo.
  • Egitto: inni e iscrizioni templari proclamano la Maat (ordine cosmico) come principio centrale.
  • India: testi come le Upaniṣad o la Bhagavadgītā espongono visioni spirituali che funzionano come manifesti filosofico-religiosi.
  • Ebraismo: la torah e i Dieci comandamenti (o decalogo) sono una dichiarazione pubblica di alleanza, legge e identità del popolo.

Età classica: proclamazioni etiche e universali

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Con l’età assiale (circa 800–200 a.C.) emergono testi più riflessivi e universali[3][4]:

  • Buddha: i Sermoni e le quattro nobili verità sono un vero manifesto di liberazione dalla sofferenza.
  • Confucio: i Dialoghi propongono un manifesto etico-sociale basato sull’armonia.
  • Grecia: pur non essendo “religiosi” in senso stretto, testi orfici e filosofici riformulano il rapporto tra uomo, divino e cosmo.

Cristianesimo e Islam: manifesti di rottura e missione

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Cristianesimo

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Medioevo: manifesti come riforma e polemica

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Nel Medioevo i manifesti religiosi diventano spesso strumenti di riforma interna:

Età moderna: il manifesto religioso “moderno”

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Lutero illustra le sue 95 tesi appena affisse, dipinto del 1872
Lutero illustra le sue 95 tesi appena affisse, dipinto del 1872

Nasce il manifesto nel senso più vicino a quello attuale.

  • 95 tesi di Lutero. Una lettera pubblica affissa e diffusa: è probabilmente il primo manifesto religioso moderno. Definisce principi, obiettivi e rottura con l’autorità precedente.
  • Riforma e Controriforma producono centinaia di manifesti, confessioni di fede, catechismi.

La stampa rende il manifesto virale.

Età contemporanea: manifesti identitari e spirituali

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Dal XIX secolo in poi:

  • Manifesti di nuovi movimenti religiosi (Bahá'í, Scientology, New Thought).
  • Manifesti teologici (es. teologia della liberazione).
  • Lettere e dichiarazioni interreligiose (pace, diritti umani, ambiente).
  • Testi laici-spirituali (es. movimenti New Age). Non si presentano in genere come verità assolute imposte, ma come proposte di senso. Invece di elencare ciò che bisognerebbe credere, questi manifesti parlano di percorsi interiori, pratiche di vita, trasformazioni personali. La fede viene raccontata come cammino, non come sistema chiuso. Per questo spesso il linguaggio è narrativo, poetico o testimoniale, più che normativo. Generalmente non sono esclusivi, ossia non chiedono necessariamente di abbandonare tutto il resto per aderire[8][9].

Manifesti religiosi circolano come documenti pubblici, siti web, video, post e spesso sono ibridi tra religione, politica, ecologia e identità. Puntano generalmente più a convincere che a imporre regole[10][11].

Manifesto artistico

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«Un manifesto è una comunicazione rivolta al mondo intero, la cui unica pretesa è la scoperta di una cura immediata per la sifilide politica, astronomica, artistica, parlamentare, agronomica e letteraria. Può essere piacevole e bonario, è sempre corretto, è forte, vigoroso e logico. A proposito di logica, mi considero una persona molto simpatica. Tristan Tzara, Manifesto sull'amore debole e l'amore amaro[12]»

Prima del XX secolo il manifesto era quasi esclusivamente utilizzato con scopi politici. Gli artisti adottarono questa forma per impiegare l’arte come uno strumento politico o culturale, con due obiettivi principali: definire e criticare un paradigma nell’arte o nella cultura contemporanea e definire un insieme di valori estetici che contrastino quel paradigma[13][14].

Molti manifesti aspirano ad essere a loro volta opere d’arte, e alcuni possono essere apprezzati non solo come testi scritti ma anche dal design visivo[13][14].

Nel 1855 Gustave Courbet scrisse un manifesto realista per l’introduzione al catalogo di una sua mostra personale indipendente, in cui affermava il suo obiettivo di “tradurre i costumi, le idee e l’aspetto della mia epoca secondo la mia stima personale”[15].

Inizio del XX secolo (1909–1945)

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De Stijl manifesto, 1918
De Stijl manifesto, 1918
Il manifesto del Futurismo pubblicato su Le Figaro del 20 febbraio 1909 (qui evidenziato in giallo)
Il manifesto del Futurismo pubblicato su Le Figaro del 20 febbraio 1909 (qui evidenziato in giallo)

Il manifesto è stato uno strumento molto utilizzato dalla avanguardie artistiche. Il 20 febbraio 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblica sul quotidiano francese Le Figaro il manifesto di fondazione del futurismo. Del 1917 è il manifesto dell'avanguardia russa ad opera di El Lissitskij.

In questo periodo nacquero molti altri manifesti fondamentali che influenzarono la storia dell’arte moderna:

Dopoguerra (1946–1959)

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Dopo la seconda guerra mondiale emersero numerosi manifesti post-bellici:

Controcultura e anni ’60–’70

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Negli anni ’60 e ’70, i manifesti riflettevano la crescita della controcultura e nuovi movimenti artistici:

Manifesti punk e cyber (1976–1998)

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Con l’arrivo del punk e dell’era digitale, si diffusero molti manifesti radicali e underground:

Era di Internet (1999–oggi)

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Copertina del manifesto di 4 pagine formato A6 del Turner Prize di Stuckist
Copertina del manifesto di 4 pagine formato A6 del Turner Prize di Stuckist

Con la diffusione del web, nuovi manifesti artistici sono emersi globalmente:

  • Manifesto di The Stuckists (1999) di Billy Childish e Charles Thomson[54]
  • The Resurrection of Beauty: manifesto per il futuro dell’arte 2002–10 di Mark Miremont[55]
  • The Remodernist Film Manifesto (2008) di Jesse Richards[56]
  • The Metamodernist Manifesto (2011) di Luke Turner[57]
  • Manifesto: Association of Musical Marxists (2011) di Andy Wilson e Ben Watson[58]
  • The Excessivism Manifesto (2014) di Kaloust Guedel[59]
  • New Manifesto of Arts/Empathism (2019–2020) di Menotti Lerro e Antonello Pelliccia[60]
  • Against Interaction Design (2022) di Tim Murray-Browne[61]

Manifesti sociali e civili

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Un manifesto sociale o civile è[62][63]:

  • un documento pubblico con obiettivi chiari e dichiarati
  • una critica di uno stato di cose ingiusto o disfunzionale
  • una proposta di azione o trasformazione
  • spesso firmato da gruppi, reti, movimenti o coalizioni

Manifesto femminista e per i diritti delle donne

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Sono documenti che chiedono uguaglianza di genere, rispetto, combattimento delle discriminazioni e delle violenze.

  • The Woman-Identified Woman: manifesto del movimento femminista radicale del 1970 che ridefinisce la donna come soggetto politico oltre che identitario[64][65].
  • Manifesto femminista e transfemminista: considera la violenza di genere una questione pubblica ed è una denuncia strutturale della violenza maschile contro le donne e richiama a un cambiamento sociale profondo[66][67].

Manifesto per i diritti delle donne africane

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Il Women’s Manifesto for Ghana è un documento di attiviste ghanesi che individua temi come uguaglianza politica, empowerment economico, accesso ai servizi sanitari e uguaglianza legale, con l’obiettivo di influenzare leggi e politiche[68][69][70].

Manifesti globali e sociali contemporanei

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Esistono anche manifesti che cercano di affrontare tematiche globali come giustizia economica, ambiente, diritti umani e democrazia.

  • Manifesto di Porto Alegre (2005) propone 12 punti per un’altra visione del mondo su economia, giustizia, democrazia e ambiente, invitando movimenti di tutto il mondo a confrontarsi sulle proposte[71].
  • Dichiarazioni e manifesti legati alla Social Quality affrontano sviluppo urbano sostenibile, diritti sociali, equità, qualità della vita e sistemi sociali ecologici[67].

Manifesti letterari

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I manifesti letterari nascono, di solito, in periodi di cambiamento culturale o di crisi. Un manifesto letterario può[62][63][72]:

  • criticare la letteratura dominante;
  • proporre nuove tecniche linguistiche o poetiche;
  • definire l’identità di un movimento letterario emergente;
  • spingere per una profonda trasformazione estetica o culturale.

I manifesti legati alla letteratura sono spesso sovrapposti con movimenti artistici:

  • Manifesto simbolista (1886). Pubblicato da Jean Moréas in Francia su Le Figaro, è considerato spesso il primo manifesto letterario moderno. Definisce il simbolismo come corrente poetica in opposizione al naturalismo e all’oggettività della tradizione precedente[73].
  • Manifesto futurista della letteratura (1912). I futuristi, guidati da Filippo Tommaso Marinetti, non si limitarono all’arte visiva, ma pubblicarono anche manifesti di letteratura futurista, proponendo l’abolizione della sintassi tradizionale, nuove forme verbali e parole in libertà per esprimere la modernità[74].
  • “Personism: A Manifesto” (1961) di Frank O’Hara. È un manifesto poetico che ridefinisce il rapporto tra poeta, poesia e lettore, promuovendo una poesia immediata, diretta e personale[75].
  • “Feminist Manifesto” (1914) di Mina Loy. È un esempio di manifesto che attraversa letteratura e attivismo. Loy, poetessa modernista, criticò ruoli tradizionali e propose una visione radicale della liberazione femminile attraverso la scrittura e l’attività culturale[76].
  1. Ramesh Chandra Pradhan The Philosophy of the Bhagavad Gita (PDF), su content.e-bookshelf.de.
  2. La rivelazione divina (PDF), su art.torvergata.it.
  3. The Analects as the embodiment of Confucian ideas, su britannica.com.
  4. The Analects of Confucius | Summary, Analysis & Quotes, su study.com.
  5. 1892 - Il regno di Dio è in voi, Marco Valerio Editore, Torino, 2001 (ISBN 88-88132-34-1)
  6. Paolo Scita, Martin Luther King, su www.geocities.com. URL consultato il 10 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 18 febbraio 2008).
  7. Medieval Sermons Research Papers - Academia.edu, su www.academia.edu. URL consultato il 10 febbraio 2026.
  8. The New Age Movement (PDF), su cs.cornell.edu.
  9. New Age Spirituality: Origins, Beliefs, Practices, Symbols, and Biblical Discernment, su researchgate.net.
  10. Digital Religion: Understanding Religious Practice in New Media Worlds, su researchgate.net.
  11. Evy Beijen, Pien Pieterse e Yusuf Çelik, Detecting Religious Language in Climate Discourse, 27 ottobre 2025, DOI:10.48550/arXiv.2510.23395. URL consultato il 10 febbraio 2026.
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  13. 1 2 (EN) Manifesto - Routledge Encyclopedia of Modernism, su www.rem.routledge.com. URL consultato il 10 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 22 giugno 2024).
  14. 1 2 3 Mākslas manifests, su lv.hisour.com.
  15. 'Manifesto' | Definition on FreeArtDictionary.com, su www.freeartdictionary.com. URL consultato il 10 febbraio 2026.
  16. Cosa ha significato la Section d’Or per il Cubismo e l'Arte Astratta in generale, su Ideelart. URL consultato il 10 febbraio 2026.
  17. Suprematismo. Storia e stile del movimento d'avanguardia russo, su www.finestresullarte.info. URL consultato il 10 febbraio 2026.
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  21. Après le cubisme - Ozenfant, Amédée; Le Corbusier: 9782909893198 - AbeBooks, su www.abebooks.it. URL consultato il 10 febbraio 2026.
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  23. Spazialismo: il Manifesto Blanco di Lucio Fontana, su Pirelli HangarBicocca. URL consultato il 10 febbraio 2026.
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