Fabio Bertoni

Fabio Bertoni (Fermignano, 2 maggio 1942 – Pesaro, 23 giugno 1994) è stato un pittore e incisore italiano.
Formatosi alla Scuola del Libro di Urbino, insegnò incisione presso le Accademie di belle arti di Catania, L'Aquila e Urbino.[1] Sviluppò la propria ricerca parallelamente nella pittura e nella calcografia, ottenendo riconoscimenti in ambito nazionale e internazionale, tra cui uno dei cinque premi speciali del Premio internazionale Biella per l'incisione (1993) e l'invito alla Triennale internazionale dell'incisione di Cracovia (1994).[1][2]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Formazione
[modifica | modifica wikitesto]Fabio Bertoni nacque a Fermignano il 2 maggio 1942.[1] Si formò alla Scuola del Libro di Urbino, dove frequentò la sezione di disegno animato con Enzo Budassi e Pietro Sanchini e studiò la figura con Arnaldo Battistoni e Sandro Bartolucci. Nel 1961 fu ammesso al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, dove collaborò ad allestimenti scenografici a Cinecittà.[1]
Attività e insegnamento
[modifica | modifica wikitesto]Nel corso degli anni sessanta si avvicinò in modo sistematico alle tecniche incisorie, lavorando per un periodo al centro per lo studio dell'arte grafica "Il Bisonte" a Firenze e presso la stamperia 2RC di Franco Cioppi e Valter Rossi a Roma; nel 1967 rinunciò a un invito alla cattedra di printmaking all'Università del Massachusetts, preferendo dedicarsi alla pittura.[1] Dopo un'esperienza nel settore pubblicitario a Modena, dal 1972 insegnò nelle Accademie di belle arti: fu assistente alla cattedra di tecniche dell'incisione a Catania (1972-1978) e all'Aquila (1978-1981), per poi stabilirsi all'Accademia di Urbino, dove lavorò a stretto contatto con Renato Bruscaglia.[1][2]
Durante il soggiorno catanese realizzò i cicli dei Carmina Burana, delle Maschere e del Don Chisciotte, affrontando i medesimi soggetti attraverso disegno, pittura e stampa.[1] Nel periodo aquilano sviluppò una ricerca sulla rappresentazione dello spazio, fondata sui diedri e sul tema del paesaggio.[1] Nel 1984 una grave infiammazione al nervo ottico lo costrinse a una temporanea inattività; alla musica di Jean Sibelius, che lo accompagnò in quel periodo, dedicò in seguito la serie di calcografie Viaggiando con Sibelius.[1] Da allora la sua opera fu attraversata dal tema del viaggio e della strada, e si concentrò sulla calcografia e sulle edizioni d'arte, confrontandosi con la narrativa di Cervantes, Pirandello, Calvino e Tobino.[1] Tra le ultime calcografie di ampio formato figurano le serie Specchio, Sfere e Aspettando la sera.[1]
Fabio Bertoni morì a Pesaro il 23 giugno 1994, all'età di cinquantadue anni.[1]
Tecnica e poetica
[modifica | modifica wikitesto]La critica ha sottolineato l'unità delle tecniche praticate da Bertoni, che affrontava i medesimi soggetti attraverso disegno, pittura, incisione e talvolta scultura, senza stabilire tra esse una gerarchia.[1][3] Tra gli elementi ricorrenti della sua ricerca è stato individuato il diedro, assunto come concetto spaziale per scomporre e ricomporre l'immagine e collegato da Silvia Cuppini alla tradizione prospettica rinascimentale, mentre Franco Martelli ne ha indicato nei diedri e nelle maschere i due termini costanti.[4][5] Più in generale la sua opera è stata letta come un percorso tra figurazione e astrazione, in cui da un fondo indistinto emerge o si dissolve la figura;[6] in questa chiave Anna Cerboni Baiardi ha accostato l'acquatinta Specchio N.1 (1992) al romanzo Il capolavoro sconosciuto di Honoré de Balzac.[7]
Una parte rilevante della sua produzione nasce dal confronto con la letteratura e il mito — da Cervantes, Pirandello, Tobino e Ariosto ai Carmina Burana, fino a figure come Dafne e Icaro — affrontati con un procedimento che secondo Martelli equivaleva più a una riscrittura che a un'illustrazione.[1][5] Ricorrente è anche il tema del viaggio, declinato nella serie delle Autostrade.[8]
Intitolazioni
[modifica | modifica wikitesto]In sua memoria il Comune di Fermignano e l'Accademia di belle arti di Urbino istituirono il Premio internazionale "Fabio Bertoni" per l'incisione, rivolto a giovani incisori esordienti: bandito per la prima volta nel 1995, si svolse per sei edizioni fino al 2006.[1] Nel 2002, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 2002-2003, l'Accademia di Belle Arti di Urbino conferì alla sua memoria il premio "Il sogno di Piero".[1]
Edizioni d'arte
[modifica | modifica wikitesto]- Susana Diaz de la Cortina Montemajor, Poesie, testo di E. Ferroni, sei acqueforti di Fabio Bertoni e A. Sanchini, Books & Video, Torino 1983.
- Carmina Burana, interpretazione grafica con tavole fuori testo di Fabio Bertoni, testi di B. Ceci, A. B. Del Guercio e F. Martelli, Edizioni d'Arte La Racla, Catania 1987.
- Angeli ribelli, nove incisioni e cinque pensieri di Fabio Bertoni, testo di F. Martelli, Edizione Il Colle, Urbino 1987-1988.
- Dafne, otto incisioni originali a puntasecca e note di Fabio Bertoni, testo di F. Martelli, Europe Editions, Ginevra 1989.
- I. Mancini, Giovani legami, con calcografie di Fabio Bertoni, O. Galliani e A. Petromilli, Accademia di Belle Arti di Urbino, Urbino 1990.
- AA.VV., Dodici grafiche per Carlo Bo, Editrice Montefeltro, Urbino 1991.
- Il toro e la luna, sei incisioni originali e una poesia di Fabio Bertoni, testi di S. Cuppini Sassi e F. Martelli, Edizione Il Colle, Urbino 1992.[1]
Mostre (selezione)
[modifica | modifica wikitesto]Personali
[modifica | modifica wikitesto]- 1969 – Galleria Tassoni, Modena.
- 1970 – Bottega di Giovanni Santi, Urbino.
- 1977 – Galleria Aquila, Catania (a cura di Ugo Ferroni).
- 1978 – Circolo culturale della Banca Commerciale, Palermo (a cura di Ugo Ferroni).
- 1990 – Helsinki (a cura di Franco Martelli).
- 1994 – Fabio Bertoni. Passages, antologica, Sala Bramante, Fermignano (a cura di Franco Martelli e Silvia Cuppini).
- 2014 – Fabio Bertoni. Ouverture, antologica postuma, Casa Natale di Raffaello, Urbino (a cura di Umberto Palestini).[1][6]
Collettive
[modifica | modifica wikitesto]- 1965 – Fermignano, con Giacomo Gostoli e Luigi Toccacieli (a cura di Walter Piacesi).
- 1982 – Collegio Raffaello, Urbino.
- 1985 – Le antinomie dell'apparenza, Reggio Calabria (a cura di Bruno Ceci), con Giorgio Bompadre.
- 1985 – Palazzo Ducale, Urbino.
- 1990 – Graphica Creativa '90, Alvar Aalto Museum, Jyväskylä.
- 1994 – Dalla traccia al segno. Incisori del Novecento nelle Marche, Mole Vanvitelliana, Ancona.
- 1995 – Il libro d'arte nelle Marche, Fermo.[1]
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- 1990 – partecipazione alla sesta Triennale internazionale di grafica Graphica Creativa, Alvar Aalto Museum, Jyväskylä.
- 1993 – tra i primi cinque classificati al Premio internazionale Biella per l'incisione.
- 1994 – invito alla Triennale internazionale dell'incisione di Cracovia.[1]
Opere in collezioni pubbliche
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Roberto Budassi, Dal segno all'impronta. La grande officina grafica. Storia degli incisori urbinati e della loro scuola nel centenario della fondazione (1924-2024), Sassocorvaro Auditore, Arti Grafiche della Torre, 2024, p. 313, ISBN 979-12-81645-06-6.
- Bruno Ceci (a cura di), Le antinomie dell'apparenza, Reggio Calabria, 1985.
- Bruno Ceci, Partenze ritorni, in Umberto Palestini (a cura di), Fabio Bertoni. Ouverture, collana Baskerville Artbooks, Bologna, Baskerville, 2014, pp. 21-23, ISBN 978-88-8000-895-8, SBN URB0904514.
- Anna Cerboni Baiardi, Il cielo e la strada. Il 'dualismo' di Fabio Bertoni, in Umberto Palestini (a cura di), Fabio Bertoni. Ouverture, collana Baskerville Artbooks, Bologna, Baskerville, 2014, pp. 16-20, ISBN 978-88-8000-895-8, SBN URB0904514.
- Bruno Cernes, Fabio Bertoni, in Il Resto del Carlino, 25 aprile 1969.
- Silvia Cuppini, Lettera a Fabio Bertoni, in Franco Martelli, Silvia Cuppini (a cura di), Fabio Bertoni. Passages, Urbania, 1994, pp. 9-13.
- Andrea B. Del Guercio, Carmina Burana, interpretazione grafica di Fabio Bertoni, Catania, Edizioni d'Arte La Racla, 1987.
- Ugo Ferroni (a cura di), Fabio Bertoni, Catania, catalogo della mostra, Galleria Aquila, Catania, 10-24 aprile 1977, 1977.
- Anna Fucili, Fabio Bertoni: un incontro, in Umberto Palestini (a cura di), Fabio Bertoni. Ouverture, collana Baskerville Artbooks, Bologna, Baskerville, 2014, pp. 24-25, ISBN 978-88-8000-895-8, SBN URB0904514.
- Maria Genova, Biografia, in Umberto Palestini (a cura di), Fabio Bertoni. Ouverture, collana Baskerville Artbooks, Bologna, Baskerville, 2014, pp. 152-154, ISBN 978-88-8000-895-8, SBN URB0904514.
- Franco Martelli, Silvia Cuppini (a cura di), Itinerario critico, in Fabio Bertoni. Passages, Urbania, 1994, pp. 14-16.
- Franco Martelli, Nel segno di Prometeo, in Franco Martelli, Silvia Cuppini (a cura di), Fabio Bertoni. Passages, Urbania, 1994, pp. 2-8.
- Umberto Palestini, Come aquilone innocente, in Umberto Palestini (a cura di), Fabio Bertoni. Ouverture, collana Baskerville Artbooks, Bologna, Baskerville, 2014, pp. 11-15, ISBN 978-88-8000-895-8, SBN URB0904514.
- Walter Piacesi (a cura di), Bertoni, Gostoli, Toccacieli, Fermignano, 1965.
- Bertoni Fabio, su Repertorio Digitale dell'Incisione Italiana Contemporanea, Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo, Gabinetto delle Stampe. URL consultato il 13 giugno 2026.