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Colleferro

Coordinate: 41°43′43.25″N 13°00′11.3″E
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Colleferro
comune
Colleferro – Stemma
Colleferro – Bandiera
Colleferro – Veduta
Colleferro – Veduta
Veduta di Colleferro
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lazio
Città metropolitana Roma
Amministrazione
SindacoGiulio Calamita (indipendente di centro-sinistra) dal 25-5-2026
Data di istituzione13 giugno 1935
Territorio
Coordinate41°43′43.25″N 13°00′11.3″E
Altitudine218 m s.l.m.
Superficie27 km²
Abitanti20 367[1] (28-2-2026)
Densità754,33 ab./km²
FrazioniColleferro Scalo, Quarto Chilometro, San Bruno
Comuni confinantiArtena, Genazzano, Paliano (FR), Segni, Valmontone
Altre informazioni
Cod. postale00034
Prefisso06
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT058034
Cod. catastaleC858
TargaRoma o RM
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona D, 1 571 GG[3]
Nome abitanticolleferrini
Patronosanta Barbara
Giorno festivo4 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Colleferro
Colleferro
Colleferro – Mappa
Colleferro – Mappa
Posizione del comune di Colleferro nella città metropolitana di Roma Capitale
Sito istituzionale

Colleferro (IPA: /kɔlleˈfɛrro/ Collefèrro) è un comune italiano di 20 367 abitanti[1] della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio.

Geografia fisica

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Colleferro è situata nel settore sud-orientale della città metropolitana di Roma Capitale, nella Valle del Sacco, alle falde dei Monti Lepini e a breve distanza dal fiume Sacco; il territorio comunale, di dimensioni contenute, presenta un assetto prevalentemente collinare e vallivo, nel quale l’insediamento urbano e industriale si è sviluppato lungo l’asse naturale della valle[4].

Dal punto di vista idrografico, il territorio ricade nel bacino del fiume Sacco, corso d’acqua che struttura la valle omonima e che interessa direttamente l’area di Colleferro; lungo il Sacco, nei comuni di Colleferro, Segni e Gavignano, sono individuate anche aree soggette a rischio idraulico elevato o molto elevato, legate alla possibilità di esondazioni e alla presenza di fasce fluviali fragili[5][6].

Sotto il profilo geologicoo, l’area di Colleferro rientra nel settore della Valle del Sacco, una depressione tettonica interessata nel quaternario da processi deposizionali legati al fondovalle del Sacco e da prodotti vulcanici pleistocenici dell’Alta Valle del Sacco; presso Colle Pantanaccio, nel territorio urbano di Colleferro, sono documentati depositi di origine vulcanica risedimentati in ambiente palustre-lacustre, con livelli argillosi e resti fossili pleistocenici[7].

Colleferro presenta un clima con estati brevi, calde, asciutte e in prevalenza serene, e inverni lunghi, freddi, piovosi e parzialmente nuvolosi; nel corso dell’anno la temperatura varia in genere da 2 °C a 30 °C, con valori raramente inferiori a -3 °C o superiori a 35 °C[8].

La stagione calda dura da metà giugno ai primi di settembre, con massime medie superiori a 27 °C; il mese più caldo è agosto, con massima media di circa 30 °C e minima media di 18 °C, mentre il mese più freddo è gennaio, con massima media di 11 °C e minima media di 2 °C. [8]

Le precipitazioni sono presenti durante tutto l’anno, ma risultano più frequenti e abbondanti tra l’autunno e l’inizio della primavera; novembre è il mese più piovoso, con circa 90 mm di pioggia e quasi 10 giorni piovosi, mentre luglio è il mese più asciutto, con circa 17 mm di pioggia e poco più di 3 giorni piovosi[8].

Colleferro[8] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 11121417222730302621151111,317,72920,719,7
T. min. media (°C) 2257111518181511732,37,717119,5
Precipitazioni (mm) 55584744342517215678906718012563224592
Giorni di pioggia 77776434791082220112679

Origini del nome

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Il nome Colleferro non è legato al ferro. Si tratta probabilmente della conversione del valore fonetico della F in V, come nel latino e nell'etrusco. Originariamente infatti, doveva essere Colle Verro (verro indica il maiale selvatico). [9]

Nella zona sono stati ritrovati reperti risalenti all'età del bronzo e all'età del ferro.[10]

Altri reperti dell'alta Valle del Sacco e della catacomba di Sant'Ilario ad bivium, che vanno dal paleolitico fino ad epoche medievali, sono oggi conservate nell'antiquarium comunale.

Da Appiano e Plutarco si può apprendere che nell'82 a.C. nell'area di Colleferro si svolse la battaglia decisiva, conclusasi a favore di Silla, della guerra civile romana contro Gaio Mario il Giovane. Al termine dell'assedio Mario si suicidò.

Età contemporanea

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Zuccherificio Valsacco
Gazzetta ufficiale del 13 giugno 1935, Costituzione comune Colleferro
«Colleferro, non proprio in provincia di Frosinone, ma alle sue soglie in provincia di Roma, è sede di una delle massime industrie private dell'Italia del Centro, la Bombrini e Parodi; e spicca perciò sullo sfondo agricolo e pastorale, ed oggi tutt'al più faccendiero, del Lazio. Luogo d'incubazione di antifascismo prima che scoppiasse la guerra, centro di lotta partigiana più tardi, e oggi d'idee politicamente avanzate, Colleferro è una piccola città operaia modernista, folta di antenne radio. Regioni come il Lazio, modernizzandosi, non solamente attenuano le caratteristiche antiche ma concorrono a quelle opposte.»

Lo sviluppo di Colleferro ebbe inizio nel 1912, con la conversione dello zuccherificio della Società Valsacco che era stato in disuso da anni, in fabbrica per la produzione di esplosivi[10]. Il primo nucleo di case fu costruito presso la stazione ferroviaria "Segni-Paliano", poi chiamata stazione di Colleferro-Segni-Paliano in seguito alla nascita del comune di Colleferro.

Lo scoppio del 1938

La città di Colleferro viene segnata dallo scoppio avvenuto la mattina di sabato 29 gennaio 1938 nello stabilimento Bombrini Parodi Delfino, nel quale morirono 60 persone e ne rimasero ferite più di 1 500. La strage si verificò con due esplosioni: la prima alle 7:40, per colpa di un operaio che usò uno scalpello di ferro provocando scintille che fecero subito alzare fiamme giunte a toccare 10 metri, mentre la seconda, più potente, si ebbe alle 8:05.
Il 18 giugno 1939 il principe Umberto di Savoia venne in piazza Italia per consegnare 67 ricompense al valor militare, di cui 60 furono alla memoria dei caduti e 7 ai superstiti che aiutarono gli altri a salvarsi. La notizia di questa esplosione venne riportata anche sul Times.[11]

L'ingegnere Leopoldo Parodi Delfino (già senatore e figlio del fondatore della Banca d'Italia) e il senatore Giovanni Bombrini fondarono la fabbrica di esplosivi Bombrini Parodi Delfino, e, insieme allo stabilimento, venne creato un nuovo nucleo di case, conosciuto come "Villaggio BPD", nel quale si trasferirono numerosi operai con le loro famiglie, provenienti da diverse regioni d'Italia. Nella località era anche presente anche la "Calce e cementi Segni" (successivamente acquisita dalla Italcementi), che portava e lavorava il materiale estratto dalle cave della vicina città di Segni per produrre cementi per l'edilizia.

Il territorio di Colleferro, prima appartenente ai comuni di Valmontone, di Roma e di Genazzano, continuò la propria espansione urbana per tutti gli anni venti e trenta, fino a divenire comune nel 1935[12]. Successivamente il comune di Colleferro aggiunse al proprio territorio piccole porzioni dei comuni limitrofi di Segni e di Paliano.

Il 29 gennaio del 1938 uno scoppio all'interno della polveriera causò la morte di 60 persone e il ferimento di oltre 1000[13][14].

Durante la seconda guerra mondiale Colleferro fu ripetutamente bombardata con l'obiettivo di distruggere lo stabilimento di esplosivi. La cittadinanza trovò riparo in una serie di grotte e cunicoli realizzati sotto il "Villaggio BPD" e noti con il nome di "Rifugi".

Il 10 settembre 1943 la città subisce una rappresaglia Nazista[15].

Cronistoria del Novecento

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  • 1898 - Viene costituita la Società Valsacco per la lavorazione delle barbabietole.

Lo Zuccherificio viene costruito davanti alla stazione ferroviaria di Segni-Paliano. Molte famiglie di operai si trasferiscono nei dintorni dello stabilimento. A questo sviluppo edilizio spontaneo segue quello pianificato della Società Valsacco che costruisce un piccolo villaggio di edifici bi/quadrifamiliari e dalla chiesa di San Gioacchino.

  • 1906 - La fabbrica trasferisce parte della produzione, le case vengono acquistate dalle Ferrovie dello Stato per adibirle a residenze per i dipendenti.
  • 1909 - La Società Valsacco chiude. A Segni Scalo vivono 50 famiglie.
  • 1912 - Lo Stabilimento Valsacco viene rilevato dalla Società B.P.D. Vengono edificati nuovi impianti su 34 ettari di terreno.
  • 1913 - Lo Zuccherificio viene convertito in fabbrica di esplosivi. Il Senatore e ingegnere Leopoldo Parodi Delfino sorvola con il proprio aereo le terre allora appartenenti al principe Filippo Andrea VI Doria Pamphili, e sceglie il luogo per impiantare una industria bellica. Nasce un nuovo gruppo di edifici, in località Santa Barbara, per dirigenti, operai e loro famiglie. Negli anni successivi si verificano immigrazioni di edili dalle Marche, per la costruzione dei nuovi impianti (1920) e una immigrazione dalla Toscana e dall'Umbria a seguito della costruzione dell'impianto delle 13 lavorazioni metalmeccaniche (1930).
  • 1935 - Con legge XIII, n. 1147 del 13 giugno 1935, pubblicata sulla O.D. dell'8 luglio 1935, n. 157, viene fondato il Comune di Colleferro che incorpora porzioni di Valmontone, di Segni e di Paliano. La BPD incarica l'ingegnere Riccardo Morandi di progettare un nuovo Centro urbano. Vengono realizzati i primi edifici di Corso Garibaldi, a blocco, per le famiglie degli impiegati, prospicienti la direzione della BPD.
  • 1936 - L'ing. Morandi consegna il Piano Regolatore del Comune, che prevede la realizzazione di un gruppo di case a schiera, bi e quadrifamiliari, sul modello delle città-giardino inglesi. Le residenze si sviluppano tutte su due livelli con accessi a quote diverse su due fronti principali, sfruttando l'orografia del terreno. In questa fase l'insediamento di Colleferro interessa circa 15 ettari e comprende case in linea per gli impiegati, case a schiera per gli operai (200 vani) e numerosi edifici pubblici, come scuole alberghi per gli operai non residenti, dopolavoro, mercato e spaccio direzione.
  • 1950-1953 - A seguito della promulgazione della legge Fanfani (1949) Viene realizzato, dall'INA CASA, il nuovo quartiere di Piazza Mazzini, già pianificato da Morandi. Gli edifici in linea, su tre piani, sono posizionati con le testate ortogonalmente sul viale che, dal corso principale, attraversa la piazza.

Lo stemma è stato adottato dal comune di Colleferro nel 1950 a seguito di un concorso pubblico, indetto con delibera n. 129 del 7 maggio 1949, che vide la presentazione di 15 bozzetti. Vinse quello presentato da Guido Bonivento. Tra gli elementi presenti vi sono la vanga che simboleggia l'attività agricola che ha caratterizzato la Valle del Sacco, il sole nascente con dodici raggi, e la bandiera italiana a dimostrazione di come Colleferro, dall'apertura dello Stabilimento BPD, sia stato paese dell'accoglienza, perché nel periodo 1937-1943 erano presenti lavoratori provenienti da 17 regioni e quattro nazioni.[16] Il progetto araldico per la creazione dello stemma comunale si è quindi ispirato:

  • alla provenienza originaria di questa popolazione, perciò è stato scelto quel fondale per lo scudo il tricolore nazionale a simboleggiare la realizzata unione in Colleferro di tutti gli italiani;
  • alle prevalenti attività industriali e di qui la ruota dentata che racchiude il centro dello scudo e l'incudine in esso riprodotta;
  • alle sorgenti attività agricole e perciò il sole che sorge a fecondare, unitamente all'opera dell'uomo (la vanga), i campi;
  • con la riproduzione dell'acquedotto romano si è voluto ricordare l'origine prettamente romana di queste terre; e con i colori rosso-nero del fondale si è inteso consacrare i colori municipali;
  • il motto latino In labore virtus vuole significare la preminenza assoluta che il lavoro ha avuto nella scelta ed ha nella vita di questo comune.

Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di nero.

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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Chiesa di San Bruno
  • Chiesa di Santa Barbara, la più grande delle chiese di Colleferro, realizzata dall'ingegnere Riccardo Morandi, si trova al centro della città. Costruita tra il 1936 e il 1937, si presenta come edificio di stile razionalista e romanico moderno, a tre navate, con grande abside, altare maggiore in marmo, copia del Crocifisso bronzeo di Donatello, mosaico absidale di Marino Mazzacurati dedicato alla santa patrona e altari laterali con mosaici di san Giovanni Bosco e della Madonna Ausiliatrice; completano l’interno il battistero marmoreo, le vetrate novecentesche e i portoni bronzei aggiunti tra il 2000 e il 2007[17][18].
  • Chiesetta di Santa Barbara, che ingloba il Tempietto di Santa Barbara, nato come piccolo edificio devozionale a pianta centrale, poi inglobato negli anni Trenta[19].
  • Chiesa di San Benedetto
  • Tempietto di Sant'Anna
  • Chiesa di San Gioacchino, che si trova a Colleferro Scalo, è la chiesa più antica.
  • Chiesa di Maria Santissima Immacolata, costruita negli anni Sessanta, presenta una pianta a croce conclusa da abside semicircolare, dove si trovano altare e ambone. La facciata è segnata da un grande arco centrale, affiancato da due semi-archi laterali[20].
  • Chiesa di San Bruno, è la chiesa più recente.

Architetture militari

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Una delle entrate/uscite dei Rifugi
  • Castello Vecchio, documentato almeno dal 1262, passa tra famiglie signorili, viene distrutto nel 1431 e, dal XVII secolo, perde progressivamente la funzione difensiva trasformandosi in casale agricolo; oggi conserva un impianto irregolare organizzato attorno a una corte centrale, con perimetro rettangolare, resti della cinta muraria, corpi di fabbrica su più lati, corridoio voltato d’accesso, ruderi di torri difensive e una piccola chiesa poi alterata, elementi che ne fanno una testimonianza significativa dell’architettura fortificata tardo-medievale del Lazio meridionale[21].
  • Rifugi antiaereo di Colleferro, residuato della seconda guerra mondiale, in cui trovarono riparo circa 3.000 civili durante i bombardamenti; gran parte dei rifugi è ancora visitabile nel giorno di Santa Barbara (4 dicembre), patrona del paese[22].
  • Castello di Piombinara.

Molti abitanti, provenienti da diverse regioni d'Italia e anche dall'estero, soprattutto dalla Romania, dalla Bulgaria, e dall'Albania, che si sono trasferiti a Colleferro trovando impiego nelle industrie del territorio[senza fonte].

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[23]

Etnie e minoranze straniere

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Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2023 la popolazione straniera di 2 043 persone, pari al 9,72% dei residenti.[24]

Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente sono:[25]

La parrocchia di Collefferro fa partte della diocesi di Velletri-Segni[26].

Qualità della vita

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Per l'intensa attività industriale e soprattutto chimica, Colleferro ha dovuto far fronte a un notevole sovraccarico di inquinanti che hanno contaminato terreni e falde acquifere nel territorio comunale e nella Valle del Sacco in generale. In particolare, il beta-esaclorocicloesano venne usato abbondantemente fino agli anni settanta per la produzione di insetticidi, poi limitato e infine proibito nel 2001[27]. Con le acque piovane che colavano nei terreni delle discariche a cielo aperto e si convogliavano nei fossi detti "Fosso Savo" e "Fosso Cupo" si creò un inquinamento costante nel Fiume Sacco, il quale, esondando, portò gli inquinanti sui terreni agricoli limitrofi, generando problemi in tutta la catena alimentare.[28]

L'emergenza ambientale è stata affrontata con fondi regionali e con bonifiche. Studi sul terreno nell'area industriale di Colleferro sono stati finanziati dalla Regione Lazio, e da essi emerge che ci sono ancora livelli molto elevati di esaclorocicloesano, DDE (Diclorodifenildicloroetilene), e DDT nei terreni agricoli, e presenza di mercurio, cromo, arsenico, diossine e altre sostanze tossiche nell'area industriale di Colleferro. Nel 2006 è stato dichiarato lo "stato di emergenza socio-economico-ambientale", poi prorogato a più riprese fino ad oggi.[28]

Nel 2005 è stato approvato un progetto di monitoraggio di lungo periodo della salute della popolazione nell'area della Valle del Sacco, in carico al dipartimento di epidemiologia della ASL Roma E in collaborazione con le ASL Roma G e Frosinone e con l'Istituto superiore di sanità, al fine di verificare lo stato di salute dei cittadini dell'area. È stato riscontrato un quadro di mortalità e morbosità tra i peggiori nei tre comuni della provincia di Roma rispetto al resto della Regione.[29] Nel 2012 lo stabilimento dell'Italcementi è stato sequestrato per emissione di sostanze nocive.[30]

Istituzioni, enti e associazioni

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Colleffero ospita una sede dell'Università della Terza Età,un’associazione culturale e formativa rivolta soprattutto agli adulti e agli anziani, che cura rganizza corsi, conferenze, laboratori e attività culturali[31].

Sono presenti scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, dall’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado; nel territorio comunale al 2026 sono censite 30 scuole: 5 scuole dell’infanzia, 5 scuole primarie (elementari), 2 scuole secondarie di primo grado (medie) e 14 scuole secondarie di secondo grado (licei e istituti). Per il secondo ciclo l’offerta comprende indirizzi liceali, tecnici e professionali: sono presenti percorsi di liceo classico, scientifico, linguistico, artistico e musicale, oltre a indirizzi tecnici e professionali, tra cui chimica, elettronica, informatica, meccanica, amministrazione, manutenzione, sanità e assistenza sociale, enogastronomia e ospitalità alberghiera[32].

Colleferro ospita la sede distaccata dell'Università di Tor Vergata di Roma con le facoltà di Infermieristica, Logopedia, Tecniche della prevenzione dell’ambiente e nei luoghi di lavoro e Fisioterapia[33][34], come anche una sede distaccata dell'Università La Sapienza di Roma per la facoltà di Infermieristica[35][36].

Biblioteca

  • Biblioteca comunale Riccardo Morandi, istituita nel 1980, ha una sede riqualificata con open space, area studio, biblioteca per bambini, spazio ragazzi, sala formazione e arena per incontri culturali[37].
  • Museo archeologico del territorio toleriense, inaugurato nel 1986, raccoglie materiali provenienti dagli scavi e dalle ricognizioni dell’area, documentando una lunga continuità di popolamento. Le collezioni comprendono resti faunistici del Pleistocene, strumenti litici paleolitici, reperti neolitici, ceramiche dell’età del bronzo e testimonianze dell’età del ferro, dell’età romana, del periodo tardo-antico, paleocristiano, altomedievale e medievale[38].
  • Museo civico delle telecomunicazioni, innaugurato nel 1999, ospita la Collezione Cremona. Il percorso illustra l’evoluzione dei sistemi di comunicazione, dai segnali primitivi alla telegrafia ottica ed elettrica, fino a telefoni, telescriventi, apparati militari, strumenti senza fili e ricetrasmittenti usate nei servizi di intelligence[39].
  • Museo del modellismo, un percorso di memoria storica e tecnica, valorizzata con plastici, modelli e ricostruzioni, legata al territorio, alla socialità e alla condivisione, che trova spazio all'interno della Fabbrica della Musica[40][41].
  • Teatro comunale Vittorio Veneto, il principale spazio teatrale cittadino, che ospita spettacoli di prosa, musica e danza e dispone di 288 posti in platea e 160 in galleria[42].
  • Auditorium Fabbrica della Musica, un centro musicale e culturale, ricavato da un ex zuccherificio, simbolo della storia industriale locale, e inaugurato nel 2019, che ospita concerti, spettacoli, conferenze e iniziative artistiche, con 200 posti a sedere[43].
Film girati a Colleferro

Geografia antropica

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Il territorio ha da sempre una vocazione agricola. Dal 2006 si trova nel "Distretto Rurale ed agroenergetico della Valle dei Latini".

Nell'ambito della riqualificazione della Valle del Sacco è stato avviato un esperimento di "colture no food" (colture non per l'alimentazione)[44]. Le coltivazioni saranno girasoli per il biodiesel e pioppi per alimentare le caldaie a biomassa.

Per quel che riguarda l'allevamento, l'emergenza ambientale aveva imposto l'abbattimento del bestiame e la distruzione del latte per tutela sanitaria in tutte le aziende zootecniche del territorio. L'allevamento è in seguito ripreso con numerose tutele per i consumatori.[45]

A febbraio 2013 si è svolto uno dei più grandi sequestri di equidi mai avvenuti in Italia: 104 tra cavalli, asini muli gravemente maltrattati, malati o denutriti, sono stati sequestrati dalle autorità competenti con la collaborazione internazionale delle associazioni animaliste Il Rifugio degli Asinelli, The Donkey Sanctuary e Italian Horse Protection Association.[46][47]

Cementeria

Lo sviluppo di Colleferro è legato sin dalle origini alla sua vocazione industriale, con l'apertura dell'azienda di esplosivi Bombrini Parodi Delfino (BPD), al quale si sono aggiunti numerosi stabilimenti chimici e tessili[10]. L'area industriale di Colleferro si sviluppa su 1000 ettari di terreno, in gran parte di proprietà della Se.co.svim. Nel 1950 la BPD realizzò il Lauril, il primo sapone in polvere in Italia. Nel 1966 la BPD Difesa e Spazio venne rilevata dall'AVIO, diventando la migliore azienda nel campo della propulsione militare e spaziale. Il 9 aprile 2003 è stato effettuato il 15º lancio dell'Ariane 5 che portava sui booster, che vengono prodotti nello stabilimento AVIO, il nome CITTA' DI COLLEFERRO; è stato come un "tributo" per festeggiare i 90 anni di attività degli stabilimenti che costruiscono i propulsori.[48]

Alcune delle aziende più importanti del territorio sono e sono state: SNIA; per la lavorazione della pozzolana l'Italcementi; nel settore chimico la Caffaro Chetoni, la Caffaro Benzoino, la Se.co.svim; per la costruzione e la riparazione delle carrozzerie ferroviarie la Alstom e la RFI. Tra le aziende ad alta tecnologia ricordiamo la Avio, operante nel settore aerospaziale, nel settore bellico annoveriamo invece la Simmel, ora KNDS.[28]

Infrastrutture e trasporti

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Colleferro è servita dalla stazione di Colleferro-Segni-Paliano, posta sulla ferrovia Roma-Cassino-Napoli.

Mobilità urbana

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  • I collegamenti urbani sono garantiti dagli autobus del lotto 3 delle “Unità di Rete” (UdR) del Lazio.[49] In passato, erano garantiti dagli autobus della società "Corsi e Pampanelli"[50]
  • I collegamenti interurbani sono gestiti dalle autolinee COTRAL, che effettuano collegamenti quotidiani con Roma e le altre città della provincia.[51]

Amministrazione

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Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 giugno 1935 1935 Leopoldo Parodi Delfino ... Comm. pref.
1935 1937 Donato Dall'Alpi ... Comm. pref.
1937 maggio 1940 Arturo Gaipa ... Comm. pref.
maggio 1940 giugno 1940 Leopoldo Parodi Delfino ... Comm. pref.
giugno 1940 19?? Arturo Janfrancesco ... Comm. pref.
1946 1951 Pio Pieraccini ... Sindaco
1952 1956 Biagio della Rosa Partito Socialista Italiano Sindaco
1956 1960 Biagio della Rosa Partito Socialista Italiano Sindaco
1960 1965 Biagio della Rosa Partito Socialista Italiano Sindaco
1965 1968 Biagio della Rosa Partito Socialista Italiano Sindaco
1968 1970 Silvio Gabriele Comm. pref.
7 marzo 1970 4 febbraio 1971 Raffaele Ranaudo Partito Socialista Italiano Sindaco
5 febbraio 1971 29 luglio 1971 Umberto Gentilini Partito Socialista Italiano Sindaco
30 luglio 1971 17 marzo 1976 Antonio Baiocchi Democrazia Cristiana Sindaco
24 luglio 1976 21 dicembre 1978 Oreste Tomei Partito Socialdemocratico Italiano Sindaco
22 dicembre 1978 28 settembre 1981 Loris Strufardi Partito Comunista Italiano Sindaco
29 settembre 1981 21 febbraio 1983 Loris Strufaldi Partito Comunista Italiano Sindaco
14 marzo 1983 24 aprile 1984 Alberto Caciolo Partito Socialista Italiano Sindaco
7 maggio 1985 16 dicembre 1990 Alberto Caciolo Partito Socialista Italiano Sindaco
18 dicembre 1990 17 gennaio 1993 Alfredo Colabucci Democrazia Cristiana Sindaco
18 gennaio 1993 29 giugno 1993 Angelo Trovato Comm. pref. Sindaco
30 giugno 1993 27 aprile 1997 Silvano Moffa Movimento Sociale Italiano
Alleanza Nazionale
Sindaco
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Silvano Moffa Alleanza Nazionale Sindaco
13 maggio 2001 2003 Mario Catoni Alleanza Nazionale Sindaco
2003 11 giugno 2004 Silvana Riccio Comm. pref.
13 giugno 2004 2006 Silvano Moffa Alleanza Nazionale Sindaco
2006 28 maggio 2006 Mario de Meo Comm. pref.
31 maggio 2006 15 maggio 2011 Mario Cacciotti Forza Italia
Il Popolo della Libertà
Sindaco
17 maggio 2011 16 dicembre 2014 Mario Cacciotti Il Popolo della Libertà Sindaco
18 dicembre 2014 14 giugno 2015 Alessandra de Notaristefani di Vastogirardi Comm.pref.
14 giugno 2015 5 ottobre 2020 Pierluigi Sanna Lista civica Sindaco
5 ottobre 2020 In carica Pierluigi Sanna Partito Democratico Sindaco

Colleferro è gemellata con:

Altre informazioni amministrative

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Iniziò a svilupparsi a ridosso di un nucleo preesistente ("Segni Scalo", poi "Colleferro Scalo"), alla vigilia della prima guerra mondiale. È pertanto una delle più giovani città italiane, e città di fondazione.[52] Fino al 13 giugno 1935 la frazione di Colleferro fece parte del governatorato di Roma, divenendo quindi comune autonomo[53].

Atletica leggera

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  • ACS Atletica Colleferro segni.[54]
  • Forte Colleferro (colori sociali bianco e blu) che, nel campionato 2022-23, milita nel campionato maschile di serie B[56] e nel campionato femminile di serie C.[57]
  • Città di Colleferro C5 che, nel campionato 2022-23, milita nel campionato maschile di serie C1.[58]
  • Real Legio Colleferro (colori sociali bianco e nero) che, nel campionato 2022-23, milita nel campionato maschile di serie D.[59]
  • ADG Agorà Colleferro società più volte campione d'Italia.
  • Associazione sportiva dilettantistica Nuoto Colleferro

Pallacanestro

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  • Pallacanestro Colleferro che, nel campionato 2023-2024, milita nel campionato maschile di divisione regionale 1 e nel campionato under 19 eccellenza
  • Sport Team 2000 Colleferro
  • Dea Volley che nel 2022-2023 milita nel girone "I" del campionato femminile di Serie B2.[60]
  • Associazione sportiva dilettantistica Mitici Colleferro di tennistavolo

Impianti sportivi

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Palazzetto dello sport
  • Stadio Maurizio Natali: il primo stadio ufficiale della città dove la BPD Colleferro disputò la serie C. Abbattuto a fine anni '80.
  • Stadio Maurizio Natali: stadio costruito in Via degli Atleti per sostituire il "primo Maurizio Natali". Utilizzato per rugby ed atletica. Capienza 2000 posti al coperto.
  • Stadio Andrea Caslini: attuale impianto del Colleferro Calcio. 950 posti al coperto.
  • Stadio Di Giulio Bruno. Utilizzato per le giovanili del Colleferro Calcio e dalle altre società colleferrine che militano nelle categorie inferiori. Capienza 500 posti circa.
  • Palazzetto dello Sport "PalaRomboli"; ospita gli allenamenti e le partite della Forte Colleferro e le partite della serie B della Dea Volley, nonché altri eventi sportivi.
  • Piscina Comunale: Viale Europa: attuale impianto dello "Sport Team 2000 Colleferro" (pallanuoto).
  • Palazzetto "Palavenia": impianto utilizzato dall' A.S.D. Pallacanestro Colleferro.
  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
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