Cerda
| Cerda comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Salvatore Geraci (lista civica) dal 12-6-2018 (2º mandato dal 29-5-2023) |
| Data di istituzione | 13 febbraio 1659 |
| Territorio | |
| Coordinate | 37°54′N 13°49′E |
| Altitudine | 272 m s.l.m. |
| Superficie | 43,83 km² |
| Abitanti | 4 759[1] (31-5-2026) |
| Densità | 108,58 ab./km² |
| Frazioni | Burgitabus, Castellaccio, Fontanarossa, Sambuca |
| Comuni confinanti | Aliminusa, Collesano, Sciara, Scillato, Sclafani Bagni, Termini Imerese |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 90010 |
| Prefisso | 091 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 082028 |
| Cod. catastale | C496 |
| Targa | PA |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media)[2] |
| Cl. climatica | zona C, 1 050 GG[3] |
| Nome abitanti | cerdesi |
| Patrono | Vergine Maria Addolorata |
| Giorno festivo | 16 agosto |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Cerda (Cerda in siciliano) è un comune italiano di 4 759 abitanti[1] della città metropolitana di Palermo, in Sicilia.
Sorge in una zona collinare tra l'Imera settentrionale e il Torto, ex-feudo di Calcusa.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Clima
[modifica | modifica wikitesto]| Cerda[4] | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 12,7 | 13,1 | 14,7 | 17,1 | 21,6 | 25,6 | 28,6 | 28,9 | 25,9 | 21,6 | 17,5 | 14,2 | 13,3 | 17,8 | 27,7 | 21,7 | 20,1 |
| T. min. media (°C) | 7,4 | 7,2 | 8,3 | 10,2 | 13,8 | 17,7 | 20,5 | 21,1 | 18,8 | 15,2 | 11,7 | 8,9 | 7,8 | 10,8 | 19,8 | 15,2 | 13,4 |
| Precipitazioni (mm) | 71 | 59 | 48 | 42 | 21 | 7 | 5 | 14 | 36 | 78 | 72 | 75 | 205 | 111 | 26 | 186 | 528 |
Origini del nome
[modifica | modifica wikitesto]L'origine del toponimo è tradizionalmente ricondotta alla nobile famiglia spagnola de la Cerda, discendente da Ferdinando de la Cerda, primogenito del re Alfonso X di Castiglia ed erede designato dei regni di Castiglia e León. Alla morte di Ferdinando, avvenuta nel 1275, i suoi figli furono esclusi dalla successione in favore dello zio Sancho IV di Castiglia, dando origine a una lunga contesa dinastica. La casata mantenne comunque un ruolo di primo piano nella nobiltà iberica, ottenendo successivamente il ducato di Medinaceli. Secondo la tradizione, il soprannome de la Cerda fu attribuito a Ferdinando poiché nato con una ciocca di peli sul petto, assimilata alle setole del maiale (cerda in lingua spagnola), appellativo che fu poi assunto come cognome dai suoi discendenti. Altre interpretazioni riconducono invece il nome direttamente al vocabolo spagnolo cerda, traducibile in italiano come «scrofa»,[5] oppure lo mettono in relazione con Cerdà, comune della Comunità Valenciana. La presenza della famiglia nel territorio è attestata da Giuseppe San Esteban y de la Cerda, barone di Calcusa e di Fontana Murata, cavaliere dell'Ordine di Alcántara e governatore del Monte di Pietà di Palermo negli anni 1646, 1659 e 1660. Con privilegio del 13 febbraio 1659, esecutoriato il 16 gennaio 1663, egli ottenne la concessione del titolo di marchese, contribuendo all'affermazione del ramo siciliano della famiglia.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]L'abitato sorse nel territorio del feudo di Calcusa, appartenente in età medievale alla contea di Collesano. Nel 1430 il feudo fu separato dalla contea durante la signoria di Gilberto Centelles e passò successivamente ai Ventimiglia, conti di Geraci; nel 1453 Luciano Ventimiglia, signore di Castronovo, lo cedette ad Antonio de Simone Andrea, con diritto di riscatto entro vent'anni.[6]
Il feudo rimase quindi alla famiglia Bardi. Nel 1526 Salvatore Bardi ottenne dall'imperatore Carlo V una prima licentia populandi per i feudi di Calcusa e Fontanamurata, con la facoltà di riunire nuovi abitanti presso il cosiddetto «Fondaco Nuovo»; l'iniziativa non condusse tuttavia alla fondazione di un vero e proprio centro urbano. Un primo nucleo di abitazioni, comprendente anche una chiesa, è attestato soltanto circa un secolo più tardi. L'insediamento prese il nome di «Fondaco Nuovo» dalla presenza di un fondaco posto lungo la strada di collegamento tra la costa tirrenica e i centri montani delle Madonie, utilizzato come luogo di sosta per viaggiatori e mercanti.[6]
La fondazione dell'attuale centro abitato risale invece alla seconda metà del XVII secolo. Acquisiti i feudi di Calcusa e Fontanamurata, il nobile Giuseppe Santostefano e Cerda avviò nel 1656 la costruzione di nuovi edifici. Il 13 febbraio 1659 ottenne da Filippo IV di Spagna una nuova licentia populandi e il titolo di marchese; successivamente gli fu riconosciuto anche il mero e misto imperio, ossia la facoltà di esercitare la giurisdizione feudale.[6][7] La licentia populandi è conservata presso l'Archivio di Stato di Palermo, nel fondo del Protonotaro del Regno, volume 617.[6]
La crescita dell'abitato fu inizialmente lenta: nella prima metà del XVIII secolo la popolazione non superava il centinaio di abitanti, mentre nel 1798 risultavano 1 136 residenti. Nel corso dell'Ottocento il centro conobbe invece un consistente incremento demografico, raggiungendo 4 810 abitanti nel 1881.[6]
Parallelamente all'aumento della popolazione si consolidò l'assetto urbanistico del paese, caratterizzato da un impianto regolare con isolati rettangolari allungati disposti lungo il pendio. L'asse principale coincideva con l'antica strada di attraversamento del territorio, sulla quale prospettava la residenza baronale, sorta in prossimità del nucleo originario e del fondaco. A una quota superiore venne edificata la chiesa madre, divenuta parrocchia nel 1703 con il titolo dell'Immacolata Concezione; ai suoi lati si svilupparono in seguito il palazzo municipale e palazzo Russo, mentre la sistemazione della piazza antistante risale al 1871.[6]
Nel corso del XIX secolo Cerda acquisì una propria autonomia amministrativa; una tradizione storiografica locale ne colloca la costituzione in comune nel 1842.[8]
Simboli
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Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del 18 aprile 2011.[9]
- Stemma
- Gonfalone
Il gonfalone è un drappo di rosso.
- Bandiera
La bandiera è un drappo rettangolare di rosso caricato al centro dello stemma comunale, al di sotto del quale campeggiano le iscrizioni in bianco "COMUNE DI CERDA" e "CITTÀ METROPOLITANA DI PALERMO".[10]
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Architetture religiose
[modifica | modifica wikitesto]Il principale edificio di culto cittadino è la chiesa madre di Cerda, dedicata all'Immacolata Concezione. Costruita tra la fine del XVI e il XVII secolo, fu ampliata e rimaneggiata nel corso dell'Ottocento.[11]
Tra gli altri edifici religiosi si ricordano la chiesa di San Giuseppe, la chiesa della Madonna dei Miracoli e il Santuario della Madonna della Catena, situato in contrada Baiata. Quest'ultimo, costruito nel 1915 e inaugurato l'anno successivo dal cardinale Alessandro Lualdi, costituisce una delle principali mete di pellegrinaggio del territorio comunale in occasione della festa celebrata nell'ultima domenica di agosto.[12]
Architetture civili
[modifica | modifica wikitesto]Tra gli edifici storici del centro abitato figura il Palazzo Marchese, già palazzo baronale dei marchesi Santostefano della Cerda, documentato almeno dal 1626 e considerato uno dei più antichi edifici del paese. L'edificio presenta un impianto architettonico sobrio, tipico dell'edilizia storica delle Madonie, pur essendo stato interessato da numerosi interventi di rimaneggiamento nel corso dei secoli.[11]
Sulla piazza principale si affaccia il Palazzo Russo, il cui salone delle feste conserva un ciclo di affreschi realizzato nel 1892 dai pittori Enrico Cavallaro e Brusca, collaboratori di Ernesto Basile nella decorazione del Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo.
Tra gli edifici di interesse storico figura inoltre il Palazzo Coniglio.
Siti d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]A circa 7 km dal centro abitato, nel territorio comunale di Termini Imerese, sorgono le storiche Tribune della Targa Florio, realizzate lungo il circuito della celebre competizione automobilistica, considerata la più antica corsa automobilistica su strada del mondo. Il complesso costituisce una delle più significative testimonianze monumentali della manifestazione ed è strettamente legato alla storia del territorio cerdese.[13]
Nel centro abitato è inoltre presente il Monumento al Carciofo, dedicato al principale prodotto agricolo locale, simbolo dell'identità economica e culturale del comune.[14]
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[15]

Etnie e minoranze straniere
[modifica | modifica wikitesto]Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti a Cerda sono 187, pari al 3,8% della popolazione. Le comunità più numerose sono quella proveniente dall'Albania, con il 51,9% del totale degli stranieri residenti, e quella della Romania, con il 36,9%.[16][17]
Tradizioni e folclore
[modifica | modifica wikitesto]La patrona di Cerda è Maria Santissima Addolorata, la cui festa ricorre il 16 agosto ed è celebrata con solenni manifestazioni religiose e civili.[18] Tra le celebrazioni più sentite figura inoltre la processione del Venerdì santo, che richiama ogni anno numerosi fedeli.
Particolarmente venerata è anche la Madonna della Catena, cui è dedicato il santuario di contrada Baiata. L'edificio, costruito nel 1915 e inaugurato l'anno successivo dal cardinale Alessandro Lualdi, allora arcivescovo di Palermo, e dal sindaco Luigi Russo, è meta dell'annuale pellegrinaggio che si svolge nell'ultima domenica di agosto.[19]
Tra le altre devozioni popolari si ricordano quelle dedicate alla Madonna dei Miracoli, a San Giuseppe, a Santa Lucia, a san Pio e all'Assunta.
Una delle tradizioni religiose più caratteristiche del paese è la Tavolata di San Giuseppe, conosciuta nel dialetto locale come i Virgineddi, che si svolge il 19 marzo. Nata come rito caritativo destinato ai poveri, consiste nell'allestimento di tavole riccamente imbandite con le pietanze tipiche della ricorrenza, tra cui la pasta con le sarde, la ghiotta di finocchi e pinoli, gli sfinci e il tradizionale pane di San Giuseppe, artisticamente decorato. La celebrazione, ancora oggi molto partecipata, si conclude con le tradizionali invocazioni in onore del santo.[20]
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Istruzione
[modifica | modifica wikitesto]Scuole
[modifica | modifica wikitesto]Nel territorio comunale hanno sede un istituto comprensivo, una scuola secondaria di primo grado, due scuole secondarie di secondo grado e una sede del Centro provinciale per l'istruzione degli adulti.[21]
Musei
[modifica | modifica wikitesto]A Cerda ha sede il museo Vincenzo Florio junior, dedicato alla storia della famiglia Florio e della Targa Florio. Allestito negli ex-garage del Motel Aurim, in via Roma, conserva fotografie, documenti, libri, plastici, trofei, tute, caschi e numerosi cimeli legati alla celebre competizione automobilistica siciliana. Tra i pezzi più significativi figurano la Targa Florio del 1926, unica assegnata direttamente alla casa automobilistica Bugatti, e una riproduzione in scala reale di una Bugatti, realizzata in ferro e lamiera dall'artista Calogero Sperandeo in ricordo della vittoria di Costantino Costantini nell'edizione del 1925.[22]
Cinema
[modifica | modifica wikitesto]Nel territorio comunale sono state girate alcune scene del film Sicilian Dream, ambientato durante la Targa Florio del 1910 e realizzato con l'impiego di vetture d'epoca, tra cui una Nazzaro. La produzione, curata da David Biggins con la collaborazione di Francesco da Mosto e Alain de Cadenet, ha visto la partecipazione di Nino Vaccarella, Silvana Paladino, Antonio Catanzaro, Serafino Barbera e numerosi appassionati della storica corsa automobilistica.[23]
Eventi
[modifica | modifica wikitesto]La principale manifestazione cittadina è la Sagra del Carciofo, dedicata al carciofo, prodotto simbolo dell'economia agricola locale. La manifestazione, istituita negli anni 1980 e organizzata annualmente il 25 aprile, comprende degustazioni gastronomiche, esposizioni dei prodotti tipici, spettacoli folkloristici e iniziative culturali volte alla valorizzazione delle produzioni del territorio.[14]
Geografia antropica
[modifica | modifica wikitesto]Il cuore del paese è la piazza La Mantia che si distende su più piani raccordati da scalinate. Su di essa si affacciano, a sinistra, il Municipio, al centro la Chiesa Madre e, sulla destra, il palazzo Russo. La sua attuale sistemazione risale al 1871; sino ad allora si trattava di uno spiazzo polveroso, occupato da baracche abusive ed infestato dal fetore delle fognature a cielo aperto. Con delibera del consiglio comunale n. 269 del 18 maggio 1871 si stabilì di abbattere le baracche, di sistemare le fogne e di costruire le attuali scalinate. Le spese relative alla sistemazione della piazza furono a carico del signor Antonio Russo, proprietario dell'omonimo palazzo e sindaco in carica del comune di Cerda, spese che ammontarono a circa 1800 lire. La piazza che sino ad allora si chiamava piazza Matrice, fu dedicata a Vito La Mantia, illustre cittadino cerdese e noto studioso di storia del diritto, avvocato e magistrato presso il Tribunale di Palermo. Nel Pantheon (chiesa di San Domenico) di Palermo, sulla navata destra, è possibile ammirare un monumento marmoreo a lui dedicato.
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Il comune è interessato dalla strada statale 120 dell'Etna e delle Madonie, dalla Strada Provinciale 7 di Montemaggiore e dalla Stazione Ferroviaria di Cerda.
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]Marchesi di Murata La Cerda
[modifica | modifica wikitesto]| N. | Titolare | Investitura / successione | Consorte | Note |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Giuseppe Santostefano e La Cerda | 13 febbraio 1659 | Giuseppa Bertola | Barone di Calcusa e Fontana Murata; ottenne da Filippo IV di Spagna il titolo di marchese di Murata La Cerda e la licentia populandi. Fu cavaliere dell'Ordine di Alcántara e governatore del Monte di Pietà di Palermo. Il privilegio fu esecutoriato il 16 gennaio 1663.[24][6] |
| 2 | Luigi Santostefano e Bertola | 21 settembre 1674 | Antonia Notarbartolo | Figlio del precedente; fu governatore del Monte di Pietà di Palermo nel 1696-1697.[24] |
| 3 | Giuseppe Santostefano e Notarbartolo | 24 ottobre 1737 | Eleonora Vanni e Setaiolo | Figlio del precedente; governatore di Castellammare di Palermo nel 1737 e colonnello negli eserciti di Carlo III.[24] |
| 4 | Luigi Santostefano e Vanni | 17 dicembre 1764 | Giovanna Notarbartolo Zati | Figlio del precedente; fu governatore della nobile Compagnia dei Bianchi di Palermo nel 1773.[24] |
| 5 | Giuseppe Santostefano e Notarbartolo | 20 aprile 1779 | Geltrude Ruffo | Figlio del precedente. È attestato ancora quale marchese della Cerda nella documentazione fiscale del Regno di Sicilia del 1806.[24][25] |
| 6 | Alessio Santostefano e Ruffo | 6 luglio 1807 | — | Figlio primogenito del precedente; ultimo esponente della famiglia ad aver ricevuto l'investitura feudale del marchesato prima dell'abolizione della feudalità in Sicilia. Fu gentiluomo di camera e ricoprì incarichi amministrativi nel Regno delle Due Sicilie.[24] |
Sindaci e commissari straordinari
[modifica | modifica wikitesto]| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 25 giugno 1988 | 23 luglio 1989 | Giuseppe Biondolillo | Democrazia Cristiana | Sindaco | [26] |
| 23 luglio 1989 | 30 settembre 1991 | Francesco La Chiusa | Democrazia Cristiana | Sindaco | [26] |
| 30 settembre 1991 | 16 ottobre 1992 | Giovanni Cassata | Commissario straordinario | [26] | |
| 30 settembre 1991 | 8 giugno 1993 | Sebastiano Rigoli | Commissario straordinario | [26] | |
| 30 settembre 1991 | 8 giugno 1993 | Riccardo Cirillo | Commissario straordinario | [26] | |
| 16 ottobre 1992 | 8 giugno 1993 | Santo Casamichele | Commissario straordinario | [26] | |
| 8 giugno 1993 | 1º dicembre 1997 | Mario Cappadonia | lista civica | Sindaco | [26] |
| 1º dicembre 1997 | 28 maggio 2002 | Loreto Dionisi | centro-sinistra | Sindaco | [26] |
| 28 maggio 2002 | 12 dicembre 2006 | Loreto Dionisi | lista civica | Sindaco | [26] |
| 12 dicembre 2006 | 8 giugno 2009 | Esther Libertini | Commissario straordinario | [26] | |
| 12 dicembre 2006 | 8 giugno 2009 | Giuseppe Guglielmo Giliberto | Commissario straordinario | [26] | |
| 12 dicembre 2006 | 8 giugno 2009 | Ernesto Bianca | Commissario straordinario | [26] | |
| 9 giugno 2009 | 5 novembre 2012 | Andrea Maria Pio Mendola | lista civica | Sindaco | [26] |
| 30 novembre 2012 | 11 giugno 2013 | Pietro Tramuto | Commissario straordinario | [26] | |
| 11 giugno 2013 | 10 giugno 2018 | Giuseppe Ognibene | lista civica | Sindaco | [26] |
| 11 giugno 2018 | in carica | Salvatore Geraci | lista civica | Sindaco | [26] |
Gemellaggi
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Cerdà, dal 2014.
Sport
[modifica | modifica wikitesto]Ha sede nel comune la società di calcio A.S.D Cerda Giuseppe Macina, che ha disputato campionati dilettantistici regionali.[27].
Ha sede nel comune la squadra sportiva A.S.D Targa Racing Club, che ha disputato e organizzato nel territorio manifestazioni di motorsport[28] quali la Cronoscalata Floriopoli - Cerda (2015, 2016[29], 2017[30], 2018[31]) e alcune edizioni del Gran Premio Karting Città di Cerda.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ it.climate-data.org, https://it.climate-data.org/location/114451/.
- ↑ Secundí Sañé, Giovanna Schepisi, Dizionario spagnolo-italiano, italiano-spagnolo, Zanichelli, 2005.
- 1 2 3 4 5 6 7 Giuseppe Antista, Cerda, in Aldo Casamento (a cura di), Atlante delle città fondate in Italia dal tardomedioevo al Novecento. Parte prima: Italia centro-meridionale e insulare. Inventario e repertori documentari, Roma, Edizioni Kappa, 2013, ISBN 978-88-6514-193-9. URL consultato il 7 agosto 2026.
- ↑ Giuseppe Antista, Cerda (Fondaco Nuovo) (PDF), su iris.unipa.it, Università degli Studi di Palermo, 2013. URL consultato il 7 agosto 2026.
- ↑ Cerda, su Comuni-Italiani.it. URL consultato il 7 agosto 2026.
- ↑ Cerda (Palermo) D.P.R. 18.04.2011 concessione di stemma e gonfalone, su presidenza.governo.it. URL consultato l'8 agosto 2022.
- ↑ Comune di Cerda - (PA), su araldicacivica.it. URL consultato il 21 luglio 2026.
- 1 2 Giuseppe Antista, Cerda, in Aldo Casamento (a cura di), Atlante delle città fondate in Italia dal tardomedioevo al Novecento. Parte prima: Italia centro-meridionale e insulare. Inventario e repertori documentari, Roma, Edizioni Kappa, 2013, ISBN 978-88-6514-193-9.
- ↑ BeWeB - Beni ecclesiastici in web, su beweb.chiesacattolica.it, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 7 agosto 2026.
- ↑ Fondazione Targa Florio, su fondazionetargaflorio.it. URL consultato il 7 agosto 2026.
- 1 2 Comune di Cerda, su comune.cerda.pa.it. URL consultato il 7 agosto 2026.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ Bilancio demografico e popolazione straniera residente al 31 dicembre 2023, su demo.istat.it, ISTAT. URL consultato il 7 agosto 2026.
- ↑ Cittadini stranieri - Cerda, su Tuttitalia.it. URL consultato il 7 agosto 2026.
- ↑ Patrona e feste religiose, su comune.cerda.pa.it, Comune di Cerda. URL consultato il 7 agosto 2026.
- ↑ Madonna della Catena, su comune.cerda.pa.it, Comune di Cerda. URL consultato il 7 agosto 2026.
- ↑ Tradizioni popolari, su comune.cerda.pa.it, Comune di Cerda. URL consultato il 7 agosto 2026.
- ↑ Scuole di Cerda, su tuttitalia.it. URL consultato il 7 agosto 2026.
- ↑ Museo Vincenzo Florio, su museoflorio.it. URL consultato il 7 agosto 2026.
- ↑ Sicilian Dream, su IMDb. URL consultato il 7 agosto 2026.
- 1 2 3 4 5 6 Vittorio Spreti, Santostefano, in Enciclopedia storico-nobiliare italiana, VI, Milano, 1932.
- ↑ Indice alfabetico per titoli dei donativi del 1806 (PDF), su saassipa.cultura.gov.it, Archivio di Stato di Palermo. URL consultato il 7 agosto 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 http://amministratori.interno.it/
- ↑ A.S.D Cerda Giuseppe Macina, su tuttocampo.it. URL consultato il 29 novembre 2021.
- ↑ (EN) Roberto Valenti, Targa Racing Club: a Cerda la festa della stagione 2022, su Sicilia Motori, 23 dicembre 2022. URL consultato il 6 giugno 2024.
- ↑ Redazione, Ancora motori accesi questo week end alla "Floriopoli Cerda", su TFN, 18 maggio 2016. URL consultato il 6 giugno 2024.
- ↑ "Cronoscalata Floriopoli - Cerda": la gara nelle storiche tribune della Targa Florio, su Balarm.it. URL consultato il 6 giugno 2024.
- ↑ 4^ Cronoscalata Floriopoli - Cerda, su Automobile Club Palermo, 30 agosto 2018. URL consultato il 6 giugno 2024.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Dizionario topografico della Sicilia, volume 1 di Vito Amico, Gioacchino Di marzo
- Nobiliario di Sicilia, Volume 2 Antonio Mango di Casalgerardo
- Historia generale della Monarchia Spagnola antica e moderna, Bernardo Giustiniani
- Città nuove di Sicilia, XV-XIX secolo: Per una storia dell'architettura e degli insediamenti urbani nell'area occidentale, Maria Giuffrè, Vittorietti, 1979
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.cerda.pa.it.
- Sito ufficiale del comune di Cerda, su comune.cerda.pa.it. URL consultato il 20 ottobre 2005 (archiviato dall'url originale il 13 luglio 2016).
- Sito ufficiale sagra del Carciofo Cerda[collegamento interrotto], su sagradelcarciofocerda.it.
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