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Calling Elvis

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Calling Elvis
singolo discografico
ArtistaDire Straits
Pubblicazione19 agosto 1991
Durata4:42
Album di provenienzaOn Every Street
Dischi1
Tracce3
GenereRoots rock
EtichettaVertigo Records
ProduttoreMark Knopfler
Dire Straits - cronologia
Singolo precedente
(1986)
Singolo successivo
(1991)

Calling Elvis è un brano musicale dei Dire Straits, scritto dal chitarrista e cantante Mark Knopfler[1].

La composizione, tratta dall'album On Every Street, fu pubblicata come singolo nell'agosto del 1991; un'interpretazione in concerto di Calling Elvis compare nel disco dal vivo On the Night.

Significato della canzone

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Il pezzo narra di un fan di Elvis Presley che prova insistentemente a mettersi in contatto con il proprio beniamino; nel testo si fa menzione di alcuni brani portati al successo dal cantante statunitense, tra cui Love Me Tender, Return to Sender, Heartbreak Hotel, Don't Be Cruel e Love Me[1]. La canzone intende rappresentare un'allegoria dell'incomunicabilità che contraddistingue la società contemporanea[1].

I Dire Straits ci accompagnano in un viaggio che trascende il semplice tributo, attingendo al mito intramontabile di Elvis Presley. Questo senso di lontananza nel brano diventa un tema universale: racchiudere dentro di sé i sentimenti di molti che hanno ammirato una figura che ora esiste solo nel ricordo e nella musica.

Le ripetute chiamate a un telefono muto sono una metafora toccante delle domande senza risposta che circondano la vita e la morte di Elvis. L'appello a Elvis riecheggia il desiderio di colmare quel vuoto, di avere un ultimo momento, a dimostrazione che la devozione verso i nostri eroi non svanisce con la loro assenza. Knopfler non sta semplicemente invocando un fantasma; sta affrontando l'enigma dell'immortalità attraverso la fama.

Infine la canzone non si limita a ricordare; insiste sulla continua rilevanza di Elvis Presley nel presente. [2]

Video musicale

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Nel videoclip di Calling Elvis – diretto da Gerry Anderson – appaiono alcune marionette ispirate a Thunderbirds, una serie televisiva fantascientifica degli anni sessanta concepita dal medesimo regista.

  1. Calling Elvis
  2. Iron Hand
  3. Millionaire Blues
Classifica (1991) Posizione
massima
Australia[3] 8
Austria[3] 8
Belgio (Fiandre)[3] 2
Canada[4] 4
Europa[5] 2
Finlandia[6] 3
Francia[3] 7
Germania[3] 8
Irlanda[7] 2
Italia[8] 3
Norvegia[3] 2
Nuova Zelanda[3] 9
Paesi Bassi[3] 4
Regno Unito[9] 21
Spagna[10] 3
Stati Uniti (alternative)[11] 25
Stati Uniti (mainstream rock)[11] 3
Svezia[3] 6
Svizzera[3] 2
  1. 1 2 3 Nannini e Ronconi, pp. 109-110.
  2. (EN) Songfacts, Calling Elvis by Mark Knopfler- Songfacts, su www.songfacts.com. URL consultato il 21 luglio 2025.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 (NL) Dire Straits - Calling Elvis, su ultratop.be, Ultratop. URL consultato il 19 maggio 2015.
  4. (EN) Top Singles (PDF), su Collectionscanada.gc.ca, Library and Archives Canada. URL consultato il 19 maggio 2015.
  5. Hits of the World, in Billboard, vol. 103, n. 41, 12 ottobre 1991, p. 73, ISSN 0006-2510 (WC · ACNP).
  6. (FI) Timo Pennanen, Sisältää hitin - levyt ja esittäjät Suomen musiikkilistoilla vuodesta 1972, 1ª ed., Helsinki, Kustannusosakeyhtiö Otava, 2006, ISBN 978-951-1-21053-5.
  7. (EN) Database, su irishcharts.ie, The Irish Chart. URL consultato il 19 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).
  8. Hit Parade Italia - Tutti i successi del 1991, su hitparadeitalia.it, Hit Parade Italia. URL consultato il 19 maggio 2015.
  9. (EN) Official Singles Chart Top 75: 25 August 1991 - 31 August 1991, su officialcharts.com, Official Charts Company. URL consultato il 19 maggio 2015.
  10. (ES) Fernando Salaverri, Sólo éxitos: año a año, 1959–2002, 1ª ed., Spagna, Fundación Autor-SGAE, settembre 2005, ISBN 84-8048-639-2.
  11. 1 2 (EN) 300978 – Chart history, su Billboard, Penske Media Corporation. URL consultato il 19 maggio 2015. Cliccare sulla freccia all'interno della casella nera per visualizzare la classifica desiderata.
  • Andrea Del Castello, Mark Knopfler. Il crogiolo dei generi culturali, Lanciano, Move Editore, 2005, ISBN non esistente.
  • Colin Irwin, Dire Straits, Bresso, Gruppo Editoriale Futura, 1994, ISBN 1-85797-584-7.
  • Giulio Nannini, Mauro Ronconi, Le canzoni dei Dire Straits, Milano, Editori Riuniti, 2003, ISBN 88-359-5319-7.
  • Giancarlo Passarella, Dire Straits – Solid Rock, Bresso, Music Makers, 2000, ISBN 88-86129-02-5.
  • Giancarlo Passarella, Manuali rock: Dire Straits – Storie e interviste, Roma, Arcana editrice, 1994, ISBN 88-7966-042-X.

Collegamenti esterni

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