Berlina



Il termine berlina identifica una tipologia di carrozzeria per autovetture caratterizzata dalla presenza di un tetto fisso e di tre, quattro o cinque porte. È realizzata nelle configurazioni a due volumi, due volumi e mezzo o tre volumi. La berlina è un tipo di autovettura con una configurazione a tre compartimenti funzionali con volumi separati per motore, passeggeri e bagagliaio, con il vano motore e il vano bagagli che hanno un volume inferiore al volume dell'abitacolo[1]. Molte case automobilistiche offrono anche sedili posteriori ribaltabili. In questo modo, il vano bagagli diventa accessibile anche dall'abitacolo. In origine, prima di essere usato in campo automobilistico, il termine "berlina" indicava un particolare tipo di carrozza[2].
Relativamente diffusa è la berlina sportiva, che è caratterizzata da un assetto sportivo, da una linea sportiva e da un motore avente una potenza adeguata per poter permettere alla vettura di avere delle prestazioni maggiori rispetto alle consuete berline[3]. La maggior parte delle berline sportive sono di fascia media e sono più lussuose e confortevoli rispetto alle automobili ad alte prestazioni. Alcuni produttori di autovetture puramente sportive offrono anche berline ad alte prestazioni che, tecnicamente, si basano su modelli di automobili da competizione.
La berlinetta è un tipo di autovettura sportiva con carrozzeria chiusa, a due porte e a due posti, o anche a 2+2 posti, con uno stile sviluppato negli anni 1940[4]. Le vetture definite berlinette hanno in comune determinati canoni stilistici, che di solito sono caratterizzati dal disegno e dalla forma del lunotto, che è inclinato di 45° rispetto al piano orizzontale della linea del tetto. Inoltre, sulle berlinette la parte posteriore termina bruscamente con una sezione verticale simile a una coda tronca, ma con un design più rotondo e una coda più affusolata. Ciò non evidenzia il vano bagagli o il motore (se quest'ultimo è in posizione posteriore) come su una normale berlina tre volumi, ma piuttosto come su una berlina due volumi e mezzo.
Con il termine berlina aerodinamica si identifica un'autovettura con carrozzeria berlina, tipica degli anni 1930 e degli anni 1940, che è caratterizzata da una linea profilata a due volumi che ne garantisce una maggiore aerodinamicità[5]. La nascita di questo tipo di carrozzeria fu la logica conseguenza dello studio legato all'aerodinamica intrapreso già da diversi anni un po' in tutto il mondo, sia da parte di costruttori già affermati, sia da parte di piccole realtà industriali sempre attive in campo automobilistico, sia ancora da parte di ingegneri indipendenti che lavoravano sempre nel settore dell'aerodinamica. La berlina aerodinamica scomparve completamente dai mercati nei primi anni 1950 a causa della comparsa della carrozzeria ponton, anch'essa caratterizzata da un basso coefficiente di resistenza aerodinamica.
Etimologia
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Il termine "berlina" indica anche un particolare tipo di carrozza caratterizzato dalla presenza di quattro ruote, un abitacolo chiuso, quattro posti a sedere e due sportelli laterali. Per la sua comodità e versatilità, questo modello di carrozza si diffuse rapidamente in tutta Europa, venendo accolto con particolare favore in Italia[2]. La definizione di berlina intesa come carrozza si trasferì poi al mondo automobilistico, identificando un modello di vettura in grado di ospitare a bordo, oltre all'autista, almeno altri quattro passeggeri.
La berlina è stata uno dei primi modelli di carrozza inventati durante l'epoca moderna; fu ideata nel 1670 da Filippo Di Chiese, architetto piemontese al servizio di Federico Guglielmo di Brandeburgo[6][7]. L'etimologia del termine "berlina" deriva dal fatto che il primo esemplare di questo tipo di carrozza fu ideato e realizzato a Berlino[8]. Le carrozze berline tedesche e inglesi avevano quattro sportelli ed erano molto più ampie di quelle francesi, che però erano più comode. L'innovazione legata alla carrozza berlina era rappresentata dalla presenza di un vero abitacolo montato su un telaio a quattro ruote, con sportelli e finestrini provvisti di vetri chiusi su ambo i lati e coperto da un mantice in stoffa impermeabilizzata. La dotazione interna prevedeva solitamente la sistemazione di due divani vis à vis, come sarebbe accaduto per i successivi modelli di carrozze che si diffusero dal XVIII secolo in poi[2].
Da allora la diffusione delle carrozze berline divenne capillare avendo un'evoluzione che portò a svariati modelli destinati prevalentemente alla nobiltà e all'alta borghesia. Il crescente successo della berlina portò ad un'ampia diversificazione di modelli, in molti casi si aggiunsero bauli per il caricamento dei bagagli sul retrotreno e variarono anche gli allestimenti interni; nacquero poi versioni differenti come la dësobligeante che, come suggerisce il nome, offriva una disposizione interna delle sedute orientata verso il senso di marcia, in modo tale da non costringere i passeggeri ad essere seduti uno di fronte all'altro. Analogamente a questa versione francese, una versione più grande di berlina fu quella denominata "alla tedesca" con due sportelli per lato e spazio interno per sei passeggeri, disposti anch'essi su tre file parallele di sedili. Tale modello si può considerare l'antesignano delle successive diligenze e degli omnibus.
Dalle carrozze alle automobili: le prime autovetture berline
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Le berline costruite agli albori della storia dell'automobile conservarono la presenza dell'autista all'aperto nella parte anteriore del veicolo, così come succedeva per le omonime carrozze. L'abitacolo di queste prime berline possedeva, similmente alle omonime carrozze, uno spazio interno dedicato ai passeggeri dove i due sedili erano uno di fronte all'altro vis à vis, anziché rivolti entrambi in avanti[9].
Come per le versioni coupé e brougham, la berlina si è evoluta con lo spostamento del conducente e dei comandi del veicolo all'interno dell'abitacolo, che ha portato a ruotare il sedile anteriore in modo tale che entrambi fossero rivolti in avanti, formando così una doppia fila parallela e sfalsata di sedili con tutti gli occupanti che davano le spalle al retrotreno della vettura.
Tipologie
[modifica | modifica wikitesto]Berlina a tre volumi
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La berlina classica, fin dall'inizio della storia dell'automobile, è quel tipo di carrozzeria completamente chiusa a tre volumi e a quattro porte, adatta a trasportare quattro, cinque o sei passeggeri[10]. I tre volumi da cui è composta, ovvero il vano motore, l'abitacolo e il vano bagagli con portello che non comprende il lunotto, sono fisicamente separati e visivamente identificabili dall'esterno[11]. Un'importante caratteristica distintiva della berlina a tre volumi è l'altezza interna dell'abitacolo, che consente una comodità e una possibilità maggiore di movimento per i passeggeri posteriori rispetto, ad esempio, a una coupé o a una berlinetta[3].
Le berline dei primi decenni del XX secolo erano spesso delle due volumi con il terzo volume opzionale, poiché per bagagliaio si intendeva un portabagagli posteriore a ribalta, su cui in caso di necessità si fissava un apposito baule, spesso di legno rivestito di tela impermeabile, o di cuoio laccato, sovente con una banda diagonale gialla o bianca sui due lati al fine di rendere più visibile il carico sporgente in caso di incroci con altri veicoli.
La berlina a tre volumi viene chiamata sedan in inglese americano, in inglese canadese e in inglese australiano, saloon in inglese britannico, limousine in tedesco e berline in francese, riprendendo in tutti i casi i nomi di mezzi di trasporto del passato, ovvero carrozze chiuse a cavalli e portantine chiuse con sedile (sorrette tanto da uomini come da equini): proprio le portantine sono all'origine del termine "sedan"[12].
La definizione stessa di berlina a tre volumi implica l'assenza di grande portellone posteriore comprendente anche il lunotto[11]. Salvo casi eccezionali, presentano un numero pari di porte: due o quattro (o anche sei, ma in tal caso, pur essendo a tre volumi, appartengono più alla categoria delle limousine piuttosto che alle berline), e non tre o cinque come nel caso di presenza del grande portellone posteriore comprendente il lunotto, che è tipico delle berline a due volumi o delle berline a due volumi e mezzo, e che viene conteggiato come porta, visto che comunica con l'abitacolo.
La carrozzeria berlina a tre volumi si trova più comunemente nel segmento delle berline di medie dimensioni, nel segmento delle berline di grandi dimensioni e nel segmento delle grandi berline di lusso. In alcuni Paesi dell'Europa orientale e meridionale, così come in America Latina, sono disponibili anche berline a tre volumi di piccole dimensioni. La categoria delle berline a tre volumi di piccole dimensioni viene talvolta offerta anche in Europa (esempi sono la Volkswagen Jetta e la Renault Fluence), sebbene la domanda di questo tipo di veicoli sia relativamente bassa. Quest'ultima tipologia di vettura è invece diffusa negli Stati Uniti e in Asia. Storicamente si realizzavano anche berline a tre volumi e a due porte; esempi di modelli di questa tipologia sono la Volvo 142 e la Volvo 242[13][14].
Berlina a due volumi
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A partire dalla metà degli anni 1960 si è assistito a una nuova generazione di vetture a due volumi prive del volume separato del vano bagagli, definite anch'esse berline (o genericamente "due volumi"), ma che nel corso degli anni hanno assunto la più diffusa denominazione inglese di hatchback[15]. Nelle berline a due volumi il vano bagagli è incorporato nel volume dell'abitacolo e ha un grande portellone d'accesso comprendente il lunotto, anziché un cofano tipico delle berline a tre volumi, risultando così raggiungibile anche dall'interno della vettura[11].
La conformazione esterna della berlina a due volumi, che mantiene in ogni caso una tendenza cuneiforme, non consente di raggiungere i volumi di carico concessi da altre vetture che posseggono il design della carrozzeria paragonabile, ovvero familiari o monovolume. Nonostante ciò, la berlina a due volumi soddisfa maggiormente le esigenze della clientela, aggiungendo alle berline parte delle funzionalità delle carrozzerie precedentemente citate. L'abitacolo può avere indifferentemente tre o cinque porte in base alla classe e alla lunghezza del veicolo, e la porta in aggiunta che rende il numero totale di porte dispari è il grande portellone del bagagliaio, che viene conteggiato, visto che comunica con l'abitacolo.
Solo in rarissimi casi limitati ai loro primi anni di diffusione, le berline a due volumi sono esistite anche con un cofano posteriore non comunicante con l'abitacolo come avviene sulle berline a tre volumi[10]. Esempi in tal senso sono le prime Peugeot 104, Citroën GS, Peugeot 104, Alfa Romeo Alfasud e Fiat 127 prodotte. Il cofano del bagagliaio di questi primi esempi di berline a due volumi non poteva essere conteggiato come porta, dato che non era comunicante con l'abitacolo. Il grande portellone posteriore comprendente il lunotto e comunicante con l'abitacolo si è poi diffuso sulle berline a due volumi a partire dagli anni 1970.
Fin dalla sua invenzione il grande portellone posteriore comprendente il lunotto è stato conteggiato, come già accennato, come una porta, sia per il fatto che fosse comunicante con l'abitacolo, ma anche per le sue grandi dimensioni, che sono paragonabili a quelle di una portiera. Una Renault 4 o una Renault 16, e quasi tutte le berline a due volumi che sono state lanciate in seguito sui mercati fino ad arrivare a quelle attuali, sono modelli a tre o cinque porte. La produzione di berline a due volumi divenne predominante nella produzione automobilistica mondiale per vetture di piccola e media cilindrata, a cominciare dalla Fiat Ritmo e dalla Volkswagen Golf, fino ai giorni nostri.
Berlina a due volumi e mezzo
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Negli anni 1980 e negli anni 1990 si diffuse un nuovo tipo di carrozzeria, denominato berlina a due volumi e mezzo, che costituisce l'elemento di congiunzione fra gli altri due tipi di berlina, ovvero la due volumi e la tre volumi. In questo tipo di carrozzeria il terzo volume, cioè il vano bagagli, è comunque presente, anche se molto più piccolo e più corto di quello della classica tre volumi (da qui la definizione di "mezzo volume"), tant'è che la parte posteriore della vettura è caratterizzata dalla presenza di una coda tronca. Nel corso degli anni la berlina due volumi e mezzo ha assunto la più diffusa denominazione inglese di fastback[16].
Solitamente è presente, come nelle due volumi, anche il grande portellone posteriore comprendente il lunotto, anziché il cofano del bagagliaio tipico delle tre volumi[11]. Quindi il vano bagagli è comunicante con l'abitacolo come sulle berline a due volumi e viene conteggiato come porta. Le berline a due volumi e mezzo non sono mai dotate, come nel caso delle berline a tre volumi, del cofano del bagagliaio non comprendente il lunotto.
Le berline a due volumi e mezzo prodotte sino ad oggi non sono numerose; ad esempio, la FIAT Brava, l'Alfa Romeo 146, l'Opel Astra G, le Ford Escort Mk3 e Mk4 e la SEAT Toledo terza serie. Renault e Citroën hanno spesso scelto di configurare le proprie berline di segmento D ed E con carrozzerie a due volumi e mezzo piuttosto che nella classica configurazione a tre volumi tipica di auto di queste dimensioni. Renault e Citroën hanno inoltre scelto questa carrozzeria, quando fortemente in voga, anche per le auto del Segmento C, come per la Mégane I e per la Xsara.
La Ford Mondeo e l'Opel Vectra, oltre alle classiche varianti berlina tre volumi e familiare, sono state disponibili in versione due volumi e mezzo. Degna di nota, per quanto riguarda le berline due volumi e mezzo, è anche BMW Serie 3 Compact. In tempi più recenti gli esempi di vetture a due volumi e mezzo sono diventati molto rari. Tra i più significativi vi sono le "cugine" Chevrolet Volt e Opel Ampera, oppure la versione a due volumi e mezzo della Hyundai i30.
La configurazione a due volumi e mezzo è nata nel tentativo di superare il classico schema a tre volumi, unendo la sportività di una coupé alla praticità di una familiare. Anche i flussi aerodinamici tra una berlina tre volumi e una berlina a due volumi e mezzo sono differenti: per la prima sono turbolenti mentre per la seconda sono più lineari. Questo comporta un più basso coefficiente di resistenza aerodinamica per la berlina a due volumi e mezzo rispetto alla berlina a tre volumi.
Berlina sportiva
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Per berlina sportiva si intende un'autovettura dotata di carrozzeria berlina a quattro porte, con prestazioni ben superiori alla media delle concorrenti di pari segmento[17], spesso anche utilizzata nelle competizioni. Alcuni modelli di questa categoria sono disponibili anche in versione familiare e in versione fastback. I modelli offerti in versione familiare vengono spesso definiti con il nome di familiari sportive.
La locuzione "berlina sportiva" è stata introdotta negli anni 1930 quando venne associata da molte case automobilistiche a modelli o versioni che erano dotate di una linea più sportiva. Tra le case automobilistiche che avevano nella propria gamma questi tipi di vettura ci fu la Rover, che ebbe in listino diversi modelli con tali caratteristiche, tra cui la Rover 14[18][19] e la Rover 16[20][21]. L'invenzione della berlina sportiva nel senso moderno del termine, ovvero anche con assetto sportivo e con un motore più potente, fu dell'Alfa Romeo negli anni 1950 con la Giulietta, cui seguirono cronologicamente la Mark II della Jaguar e la 2002 della BMW[22].
A partire dagli anni 1960, il termine "berlina sportiva" venne sempre più utilizzato dai produttori per indicare versioni speciali dei loro veicoli che consentivano loro di partecipare alle corse automobilistiche con auto di serie. Queste auto presentavano modifiche solitamente non consentite dai regolamenti, che pertanto richiedevano l'omologazione, ottenuta in genere tramite la vendita di un numero minimo di esemplari al pubblico. Alcuni dei primi esempi furono l'Alfa Romeo 1900, la Renault 8, la Rover P6, la Triumph Dolomite, la BMW Neue Klasse e la Lotus Cortina.
Alcuni produttori di auto puramente sportive offrono anche berline ad alte prestazioni che, tecnicamente, si basano su modelli di automobili da competizione. Tuttavia, non si tratta di vere e proprie automobili da competizione, bensì di berline sportive o berline di lusso sportive. Un esempio è la Maserati Quattroporte I del 1963 che, con i suoi 230 km/h di velocità massima, era all'epoca la berlina più veloce al mondo[23].
Tradizionalmente le berline sportive possiedono un cambio manuale e sono a trazione posteriore. Inoltre, sono dotate di un motore avente una potenza adeguata per poter permettere alla vettura di avere delle prestazioni maggiori rispetto alle consuete berline[3]. Alcune case automobilistiche associano alle proprie berline sportive la definizione di Gran Turismo, Gran Turismo Veloce e Gran Turismo sportivo. Case automobilistiche celebri per la realizzazione di berline sportive sono l'Alfa Romeo, la BMW, la Maserati, l'Aston Martin e la De Tomaso. Altri marchi che hanno invece nella loro gamma anche modelli di questa categoria sono, ad esempio, la Mercedes-Benz, l'Audi e la Jaguar. La maggior parte delle berline sportive sono di fascia media e sono più lussuose e confortevoli rispetto alle automobili ad alte prestazioni.
Già nella seconda parte del XX secolo sono comparse delle berline sportive a trazione anteriore o integrale, e con cambio automatico o semiautomatico, vista la diffusione di questi tipi di trasmissione negli sport motoristici come le gare di automobili da turismo e il Campionato del mondo rally. Molte berline sportive, come la Mitsubishi Lancer Evolution, hanno iniziato a utilizzare anche queste soluzioni. Un altro esempio è l'Alfa Romeo, che ha introdotto la trazione anteriore sui propri modelli nel 1972 sull'Alfasud, per poi tornare alla trazione posteriore con l'Alfa Romeo Giulia nel 2016[24].
Berlinetta
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La berlinetta è un tipo di autovettura sportiva con carrozzeria chiusa, a due porte e a due posti, o anche a 2+2 posti[25], con uno stile sviluppato perlopiù dalla casa automobilistica Ferrari a partire dagli anni 1940 con la 166 S Berlinetta[4]. Il termine "berlinetta" fu però introdotto in precedenza, negli anni 1930. Nella fattispecie, in passato, il termine berlinetta era utilizzato per denominare vetture la cui produzione era destinata all'uso in campo agonistico oltre che stradale.
Anche la Maserati, la Opel, l'Alfa Romeo, l'Alpine e altre case automobilistiche europee hanno adottato la dicitura berlinetta in passato. In Nord America, la Chevrolet ha prodotto una versione della Chevrolet Camaro chiamata Berlinetta dal 1979 al 1986. Il modello aveva uno stile molto europeo volto a sottolineare più il design piuttosto che le prestazioni della vettura. Tra le classiche berlinette del passato vanno annoverate anche la Ferrari 512 BB e l'Alpine Renault A110, ma anche la piccola Panhard Dyna 750 Coupé Allemano.
Le vetture definite berlinette hanno in comune determinati canoni stilistici, che di solito sono caratterizzati dal disegno e dalla forma del lunotto, che è inclinato di 45° rispetto al piano orizzontale della linea del tetto. Inoltre, sulle berlinette la parte posteriore termina bruscamente con una sezione verticale simile a una coda tronca, ma con un design più rotondo e una coda più affusolata.
Ciò non evidenzia il vano bagagli o il motore (se quest'ultimo è in posizione posteriore) come su una berlina a tre volumi, ma piuttosto come su una berlina due volumi e mezzo. La berlinetta è talvolta considerata un sinonimo, talvolta inclusa in un sottoinsieme, della più vasta categoria delle vetture coupé, però priva dei posti posteriori o con posti di fortuna nella configurazione 2+2, con l'aggiunta della coda tronca che la rende paragonabile alle berline a due volumi e mezzo, da cui il nome.
Berlina aerodinamica
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La berlina aerodinamica, detta anche berlina profilata, è un'autovettura con carrozzeria berlina, tipica degli anni 1930 e degli anni 1940, caratterizzata da una linea profilata a due volumi che ne garantiva una maggiore aerodinamicità[5].
La nascita di questo tipo di carrozzeria fu la logica conseguenza dello studio legato all'aerodinamica intrapreso già da diversi anni un po' in tutto il mondo, sia da parte di costruttori già affermati, sia da parte di piccole realtà industriali sempre attive in campo automobilistico, sia ancora da parte di ingegneri indipendenti che lavoravano sempre nel settore dell'aerodinamica.
Pionieri in tale campo furono in gran parte personalità provenienti dal mondo dell'industria aeronautica o da esso ispirati, ma non mancarono anche costruttori che in campo aeronautico non si erano mai cimentati. In particolare, le sperimentazioni di questi ultimi ebbero come risultato quello di dare origine alle carrozzerie di tipo torpedo.
Il modello che può essere definito come l'antesignano della berlina aerodinamica, perché caratterizzato da un basso coefficiente di resistenza aerodinamica, fu l'Alfa 40-60 HP Ricotti, che venne realizzata dalla carrozzeria Castagna nel 1914 ispirandosi a forme aeronautiche[26].
Gli anni 1930 videro il diffondersi delle prime soluzioni aerodinamiche applicate sistematicamente all'automobile, dapprima come semplici espedienti limitati più che altro all'applicazione di parabrezza e calandre inclinate all'indietro, e poi anche alla realizzazione di carrozzerie aventi linee squadrate ma con spigoli smussati. Nel 1934 la Mercedes-Benz mise in commercio la Mercedes-Benz Typ 130, berlina a motore posteriore già caratterizzata da stilemi profilati che avrebbero trovato pieno consolidamento presso altri costruttori di lì a poco. Fu infatti dalla seconda metà anni 1930 che cominciarono ad essere commercializzate in massa le berline con carrozzeria profilata.
Importanti rappresentanti della corrente stilistica profilata furono le italiane Fiat 6C 1500 e Lancia Aprilia, mentre in Francia fecero tendenza le Peugeot 402, 302 e 202, nonché una buona parte della produzione Renault. In Cecoslovacchia fu invece la produzione Tatra a dettare legge nel campo dell'avanguardia stilistica profilata. Anche negli Stati Uniti si videro validi esempi di tale corrente, a cominciare dalla Cord 810 e dalle Packard 110 e 120, ma non mancarono modelli dalla linea particolare come la monovolume Stout Scarab, destinata però ad una diffusione marginale. Anche in Germania si ebbero alcuni validi esempi, primo fra tutti il Volkswagen Maggiolino, oppure alcuni modelli della produzione Adler e DKW.
Alcuni costruttori proponevano per parte dei propri modelli una gamma che comprendesse sia berline tradizionali che berline aerodinamiche, e questo per venire incontro al maggior numero possibile di gusti della clientela. Questo fu il periodo d'oro per quanto riguarda la diffusione delle berline aerodinamiche: dopo la seconda guerra mondiale tale concetto venne ripreso in Europa durante la seconda metà degli anni 1940, anche sulla scia del successo che nel frattempo avevano ottenuto alcuni modelli negli Stati Uniti.
Le berline aerodinamiche scomparvero gradualmente dal mercato a cavallo tra gli anni 1940 e gli anni 1950 a causa di una repentina inversione di tendenza, nonostante vi fossero ancora validi esempi di vetture profilate. A determinare la completa scomparsa delle berline aerodinamiche contribuì la nascita della carrozzeria ponton, avutasi nei primi anni 1950.
Le caratteristiche principali che differenziavano la carrozzeria tipo ponton da tutte quelle precedenti erano l'assenza dei parafanghi separati dal corpo vettura e la mancanza di predellini o pedane; le ponton avevano quindi una fiancata liscia derivata dall'integrazione dei parafanghi stessi nel resto della carrozzeria e dall'assenza di predellini, e questo cagionò un basso coefficiente di resistenza aerodinamica della carrozzeria[27].
Il termine ponton descrive in particolare la configurazione marcatamente arrotondata con fiancate lisce delle automobili europee prodotte dopo la seconda guerra mondiale. Da questa tipologia di corpo vettura derivano le carrozzerie delle automobili moderne: oggi costituiscono la stragrande maggioranza della produzione automobilistica totale, anche se il termine ponton è caduto in disuso.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Car Design Glossary - Part 2: One-Box (Monospace or Monovolume), su cardesignnews.com. URL consultato il 9 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2013).
- 1 2 3 BERLINA, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- 1 2 3 Modelli auto, come riconoscerli dalla carrozzeria, su autoscuolefuria.it. URL consultato il 12 giugno 2026.
- 1 2 Ferrari 166 S (1948) - Ferrari.com, su ferrari.com. URL consultato l'11 agosto 2025.
- 1 2 L'evoluzione della specie. Da invenzione a creazione: le forme della carrozzeria, su iosonobellezza.it. URL consultato il 12 giugno 2026.
- ↑ (FR) Généalogie de la famille Chièze, su jean.gallian.free.fr. URL consultato il 7 giugno 2026.
- ↑ (FR) L'Attelage français- Les Berlines, su attelage.org. URL consultato il 7 giugno 2026.
- ↑ Chièse, Filippo di, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- ↑ Peugeot Vis a Vis, su historic.it. URL consultato il 12 giugno 2026.
- 1 2 Differenza tra auto a 2 e 3 volumi, su nanopress.it. URL consultato il 12 giugno 2026.
- 1 2 3 4 Berlina, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- ↑ Sedan auto significato, su altstream.it. URL consultato il 7 giugno 2026.
- ↑ Volvo 142. La versione a due porte della serie 140, su volvocars.com. URL consultato il 17 giugno 2026.
- ↑ Volvo 242. Prodotta con diverse motorizzazioni e cambi, su volvocars.com. URL consultato il 17 giugno 2026.
- ↑ (EN) Hatchback - definition, su thefreedictionary.com. URL consultato il 27 marzo 2023.
- ↑ (EN) James M. Flammang, Standard Catalog of American Cars, 1976-1986, Krause Publications, 1990, p. viii, ISBN 9780873411332.
- ↑ (EN) 2000 Mercedes Benz E55 AMG, su derekspratt.com. URL consultato il 18 ottobre 2010.
- ↑ (EN) Rover Speed 14, su classicandsportscar.com. URL consultato il 12 marzo 2018.
- ↑ (EN) 1936 Rover 14 Sports Saloon P2 - Superb, Restored cond. For Sale, su carandclassic.co.uk. URL consultato il 12 marzo 2018.
- ↑ (EN) 1947 Rover Sixteen Sports Saloon, su bonhams.com. URL consultato il 12 marzo 2018.
- ↑ (EN) 1938 Rover P2 16 Sports Saloon, su classicandsportscar.ltd.uk. URL consultato il 12 marzo 2018.
- ↑ BMW o Alfa Romeo chi ha inventato la berlina sportiva?, su clubalfa.it. URL consultato il 5 giugno 2026.
- ↑ Quattroporte I, su maserati.com. URL consultato il 3 giugno 2026.
- ↑ Enciclopedia Quattroruote, 2003, pag 24.
- ↑ Trasporto Sinonimi e Contrari, su treccani.it. URL consultato l'11 agosto 2025.
- ↑ Le Alfa Romeo mai nate, su alvolante.it. URL consultato il 23 settembre 2013.
- ↑ (DE) Alfred Prokesch, Knaurs großes Buch vom Auto, Ascona, Droemer Knaur Verlag Schoeller & Co., 1980, ISBN 3-85886-089-1.
Voci correlate
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulle berline
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) sedan, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Berlina, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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